Prorogata fino al 9 settembre. Succede a Catania

Prorogata fino al 9 settembre. Succede a Catania

Una striscia gialla percorre da sinistra a destra i manifesti che reclamizzano, negli appositi spazi consentiti, la mostra dedicata a Toulouse Loutrec ora al Palazzo della cultura di Catania.

SudPress insieme a Sudsyle di questa mostra si è già occupato, così come di tutte le ultime mostre sponsorizzate da Palazzo degli Elefanti: tanto da  Da Giotto a De Chirico (Castello Ursino),  che sempre nello stesso Palazzo della cultura in precedenza quella dedicata ai Soft Wall di Echaurren. Un “pre-giudizio” lo abbiamo dato anche su quella  prevista e protocollata che dovrebbe seguire, nelle intenzioni dell’attuale giunta dedicata a Dalì.

Tanto chi scrive che Gianluca Collica Franco La Magna ci siamo chiesti ogni volta: perché? Perché Catania deve dedicare tempo, spazio e denaro a un illustratore “indiano- metropolitano” di origini romane poi divenuto pittore astratto di media fortuna, a un altro pittore-illustratore questa volta francese celebre tra l’altro (cosa be evidenziata in questa mediocre esposizione) per le sue frequentazioni di ballerine e prossimamente a un surrealista catalano tardo amante di Amanda Lear?

Quale è la politica culturale sottesa a queste scelte? Nessuna risposta è mai pervenuta né a me né a nessun altro.

Proviamo ora a fare questo esercizio. Vediamo che combinano gli Assessorati alla cultura di 3 città che non sono Catania. 2 sono siciliane, una più grande e una più piccole del capoluogo etneo: Palermo e Noto. Un’altra – per il nostro Paese e in questa materia  è un faro: Milano.

A Milano in questi giorni la Galleria d’arte Moderna, uno dei più importanti musei civici della città ospita la mostra Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa, dove 13 artisti  provenienti da quelle aree geografiche si confrontano con le problematiche che stanno travolgendo la Sicilia, l’Italia e l’intera Europa.  I lavori esposti esplorano i temi interconnessi della dislocazione, dell’architettura e della storia grazie a lavori su carta, installazioni, fotografia, scultura e video.

Ha senso proporre una mostra di questo genere alla città? Certo che ha senso: Milano sta in Lombardia e la Lombardia è la prima tra le regioni italiane a sopportare i costi (finanziari e sociali) connessi al fenomeno migratorio. La Sicilia in questa classifica sta al terzo posto (subito dopo il Lazio). Catania però è il primo porto di approdo (civile) dei disgraziatissimi migranti scagliati dai trafficanti di uomini verso le coste europee. Il primato assoluto di arrivi spetta in realtà ad Augusta (molo militare). Augusta da Catania dista solo 45 km. Poco più  in là c’è Pozzallo. Dove sono venuti durante il loro primo w.e. del nuovo incarico  i due neo-eletti Vicepremier della Repubblica italiana? A Catania e a Pozzallo.

Ora vediamo Palermo. Quest’anno è capitale della Cultura. Tutto un fiorire di mostre piccole medie e grandi. A partire dal prossimo giovedì 8 in questo florilegio ce ne una che si chiama Apriti cielo.

L’artista da dove viene? Catania. Bene direte voi, ma Palermo è la capitale della regione. Sede del Parlamento siciliano,  etc etc…

E allora vediamo Noto. Nella capitale del barocco è stata di recente annunciata Abstracta – Un secolo di pittura astratta italiana: da Balla alla street art. Da dove viene il contributo dei graffitari (tra gli altri Sten Lex, Etnik e Guè)esposti? Dal Parcheggio R1 di Catania.

La rassegna per quanto stringata mi pare sufficiente. Se qualcuno pensa che arte e cultura non abbiamo a che vedere con la vita collettiva degli individui vuol dire che di arte e cultura quel qualcuno capisce poco e niente.

E Palazzo degli Elefanti? Sembra senza bussola, sciorina poche mostre,  scarse ( e spesso di riciclo: per i turisti (che potrebbero essere denaro sonante) arriva ora la proroga di tre mesi di una mostra già di per sé scarsa..

Le mostre costano. Di soldi – lo sappiamo – ce ne sono pochi, ma con buone idee si possono comunque fare buone cose. Senza…

Nella Gallery alcune immagini tratte dalla mistra del GAM a Milano

Questo testo è un sunto dell’articolo apparso in Sudpress il 7.06.2018

Aldo Premoli

Aldo Premoli

Nato a Milano, vive tra Catania, Cernobbio, New York e Londra, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati del settore abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze di comunicazione ad aziende e Associazioni industriali italiane e straniere Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di Huffington Post e Artribune ha fondato, con Caserta e Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome.

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania