Dalla parte della scienza. Ci sta Emma Averna

Dalla parte della scienza. Ci sta Emma Averna

Sono femmina, eterosessuale, madre naturale, credo in Dio, sono divorziata e poi risposata.

PMA, Procreazione Medicalmente Assistita, è una di quelle cose su cui tutti sembrano avere un’ opinione e soprattutto ne sanno delineare con facilità limiti … anche se in verità nessuno sa bene di cosa si tratta e quante cose può fare. Gli studi sulla PMA dal punto di vita medico non riguardano se non in minima parte coppie omosessuali in cerca di figli.

Premesso tutto ciò ritengo che nel 2004 in Italia una serie di divieti hanno reso difficile l’applicazione delle tecniche PMA: nel nostro paese il legislatore si è sostituito al medico nelle scelte terapeutiche e al giudice nello stabilire chi avesse l’idoneità a procreare.

Desidero perciò citare un passaggio della prefazione di Emma Bonino al libro Proibisco ergo sum scritto anche dall’amico Marco Perduca:

“Sono sempre stata dell’avviso che il peccato non debba automaticamente essere considerato “un reato”. In generale ho dubbi che si possa considerarlo tale in assenza di vittime. Certo alcune condotte ritenute “ peccato” da molte religioni, come quelle che ledono l’integrità psicofisica altrui oppure recano danni ai patrimoni non propri, devono essere sanzionate, ma laddove il problema riguarda decisioni, desideri o comportamenti che hanno ripercussioni solo ed esclusivamente su chi li pratica, lo stato non dovrebbe avere voce in capitolo. E comunque, anche senza scomodare religioni o credenze, ritengo che se una democrazia liberale trasforma l’io non lo farei’ nel ‘tu non lo devi fare’ questa sconfini nello stato etico negando se stessa.”

Le parole di Emma Bonino incarnano perfettamente il mio pensiero su questa e altre questioni di carattere etico-scentifico. In quanto io credo profondamente nel potere della ricerca scientifica e nel diritto umano alla scienza (per altro è sancito nell’art. 27 della Dichiarazione Universale del 1948, e all’articolo 15 del Patto internazionale del 1966 relativo ai diritti economici, sociali e culturali).

In questa vicenda anche la stampa ci ha messo un carico da novanta , con una deleteria informazione-gossip creando così un’opinione generale distorta: lo ripeto le questa rivendicazioni ala paternità di coppie omosessuali non sono che una piccola angolatura dell’intera questione, e oserei dire nemmeno così importante rispetto al quadro totale sul quale non sono state date informazioni semplici e fruibili a tutti.

Bisogna infatti essere consapevoli che limitando la ricerca e le possibilità che offre la fecondazione assistita, facciamo un enorme danno collaterale non solo al progresso ma anche a una vasta quantità di cure che potrebbero salvare la vita a molti bambini e adulti o semplificare riducendo gli effetti collaterali di terapie oggi ancora molto onerose da sopportare (vedi staminali).

Un esempio? Le limitazioni imposte hanno bloccato gli studi sugli embrioni a scopo terapeutico che hanno invece permesso ai ricercatori della Oregon Health and Science University di dimostrare che è possibile e sicuro correggere difetti del DNA legati alle insorgenze di malattie innate e migliorare quindi la probabilità di successo tanto delle tecniche di fecondazione che della salute di qualsiasi embrione. Cncepito naturalmente o meno.

Sono quindi totalmente a favore della procreazione assistita: irresponsabili e parecchio disinformati sono invece cloro che osteggiano come accade per taluni nel nostro paese.

Ricordo infine che nell’estate 2017 l’Alto commissariato dell’Onu per i Diritti umani ha dichiarato che, in difesa dei diritti umani e delle donne è essenziale che dappertutto siano abrogate le norme che limita l’accesso ai servizi per la salute riproduttiva.

Avete capito bene: salute riproduttiva!

Emma Averna

Emma Averna

EMMA AVERNA. Dopo una laurea in Scenografia per il teatro all’Accademia di belle arti di Brera entra al FAI ( Fondo per l’ambiente italiano) con un incarico di raccolta fondi e promozione delle proprietà su tutto il territorio italiano. Terminata questa esperienza per 10 anni è Direttore della comunicazione e relazioni esterne Italia di Bulgari spa. Dal 2010 al 2015 per la Fondazione Umberto Veronesi si occupa di comunicazione e ufficio stampa e crea una rete di delegazioni su tutto il territorio italiano. Dal 2015 è socio fondatore della Onlus Mediterraneo Sicilia Europa dove in particolare si occupa di progetti di integrazione rivolti a minori, siciliani poveri o migranti.

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania