La Biennale Arcipelago Mediterraneo. A Palermo

La  Biennale Arcipelago Mediterraneo. A Palermo

“Palermo apre le braccia al Mediterraneo. Questa biennale parte dalla concezione che il Mediterraneo non sia un mare che divide ma un Arcipelago o un Continente di Acqua che unisce e che sempre più deve unire i popoli che lo abitano. L’arte ci ha dimostrato troppe volte di essere più avanti della politica, essa esprime libertà e promuove convivenza pacifica fra gli esseri umani, perché tenta costantemente di coglierne la natura, tutti diversi perché esseri umani e tutti eguali perché esseri umani”.

Sono queste le parole con cui il Sindaco della città Leoluca Orlando annucia un evento che vede nuovo il capoluogo siciliano proporsi come riferimento cultirale al centro del Mediteraraneo.

L’edizione 2019 di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo (6 novembre – 8 dicembre) propone Palermo come incubatore di idee e di possibilità. ÜberMauer (OltreMuro) è il titolo di questa edizione. Dunque, a partire dal sincretismo culturale che ha forgiato la città  favorendo la convivenza di culture diverse, è possibile cogliere in Palermo  un laboratorio di produzione culturale e sociale che possa promuovere il Mediterraneo come luogo  emblematico  della complessità della nostra epoca-

Una visione anche politicaìa ispirata ai principi fondativi dell’Europa, al riconoscimento dei diritti umani universali, al diritto alla mobilità umana (i.e. Carta di Palermo, 2015) ed alla difesa dell’ambiente.

Palermo diviene così un  dispositivo espositivo diffuso nella città  che riunisce opere storiche e inedite di affermati artisti internazionali come Shilpa Gupta, Alfredo Jaar, Emily Jacir, Zena el Khalil, Shirin Neshat, Damián Ortega, Michal Rovner e Driant Zeneli, di artisti italiani o residenti nel nostro Paese come Francesco Arena, Claudia Di Gangi, Patrizio Di Massimo, Claire Fontaine, Giuseppe Lana, Andrea Masu e Gili Lavy e di palermitani come Stefania Galegati, Ignazio Mortellaro e Michele Tiberio che apriranno i propri studi ad una serie di visite e incontri pubblici.

Nell’anno in cui ricorrono il cinquantenario dei moti di Stonewall e i trentennali della rivolta di piazza Tienanmen e della caduta del Muro di Berlino, ÜberMauer propone un percorso di analisi  sulle possibili declinazioni del muro, inteso come elemento simbolico, politico, storico e psicologico. Estendendosi tra il mare, la Kalsa e il Cassaro, le installazioni e i progetti toccheranno numerosi spazi pubblici e privati disseminati nel tessuto cittadino: il Teatro Garibaldi, il Teatro Bellini, la Piazza Magione, il Convento della Magione, lo Spasimo e la Sala sopra le Mura, la Chiesa dei SS. Euno e Giuliano e altri.

BAM nasce come progetto di condivisione e vede  quest’anno la collaborazione di due partners principali, ovvero la Fondazione Merz e Transeuropa Festival, ed un’altra parte di programma, BAMPalermo, che è frutto invece della condivisione progettuale con numerosi soggetti istituzionali e del terzo settore della città.

Il programma è ricchissimo e coinvolge oltre 50 location  dentro e furi la città

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