Il lato oscuro di ALEXA

Il lato oscuro di ALEXA

Alexa è un aggeggio  estremamente affascinante. Però…

Posto che Amazon è un fornitore di servizi informatici di alto livello, prima ancora di un sistema di shopping mondiale di successo, da anni è presente un servizio che si chiama “Amazon Mechanical Turk”.

Prende il nome da un automa molto famoso nei secoli scorsi che pretendeva di poter giocare a scacchi con un umano ed era, se vogliamo tradurlo con termini attuali, un’intelligenza artificiale, in quanto governata da un umano (seppur di piccole dimensioni).

Il turco meccanico di Amazon è un servizio internet di crowdsourcing che permette ai programmatori informatici (conosciuti come requester) di coordinare l’uso di intelligenze umane per eseguire compiti che i computer, a oggi, non sono in grado di fare. È una delle suite di Amazon Web Services.

I requester possono pubblicare obiettivi conosciuti come HIT (Human Intelligence Tasks), come identificare gli artisti in un cd musicale, le migliori fotografie di un negozio, la scrittura delle descrizioni di un prodotto.

I worker (lavoratori o provider, come vengono chiamati nei termini di servizio), o informalmente Turker, possono ricercare tra gli obiettivi esistenti e completarli in cambio di un pagamento deciso dal requester.

Il servizio è nato il 2 novembre 2005, e quindi i “turchi” taggano contenuti da anni senza che noi lo sappiamo, partendo proprio dai nostri contenuti che tanto inconsapevolmente mettiamo a disposizione gratuitamente sui social e sul web.

Ma attenzione !

Dal momento del suo rilascio, Alexa è stata chiamata a testimoniare varie volte in processi penali discussi nelle corti giudiziarie degli Stati Uniti, perché Alexa è un dispositivo che registra costantemente e interrottamente tutto quello che accade nelle nostre case, trasmettendolo ai server di Amazon (e probabilmente, proprio ora, c’è un “turco” che sta completando dei task su qualcosa che ci riguarda).

Ovviamente nessuno di noi ha nulla da nascondere, e a differenza di un umano Alexa non potrebbe mai mentire volontariamente, ma tutto questo ci porta a gravi riflessioni sul panopticon tecnologico e su tutto quello che abbiamo venduto per un piatto di lenticchie.

Questo testo è un sunto dell’articolo di Simona Caraceni apparso in Artribune il 23 febbraio 2019
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