Covid-19. Al Teatro Bellini di Catania si pensa a come reagire

Covid-19. Al Teatro Bellini di Catania si pensa a come reagire

E adesso che si fa? Così, con una sola domanda bella diritta all’obiettivo mi sono riviolto al Maestro Giovanni  Cultrera di Montesano* da soli  quattro mesi alla testa del Teatro Massimo Vincenzo  Bellini.

Ed ecco la risposta che riporto qui per intero

“Il personale artistico in questo momento è per ottemperanza alle disposizioni governative e regionali forzatamente assente. Un metro di distanza poi significa – tanto per l’orchestra che per il coro – l’impossibilità di produrre alcunché

E dunque abbiamo pensato ad una serie di provocazioni culturali da proporre attraverso le pagine dei nostri social. Per esempio richiamando alla memoria incisioni storiche che sono patrimonio del nostro Teatro, insieme a post con fotografie tratte dal nostro archivio che illustrano l’importantissima attività svolta da  questo teatro.

Un esempio. La prossima opera in programma sarà Cavalleria Rusticana – Pagliacci che per altro ha una possibile lettura sociale: è facile leggere nell’opera infatti il tema del femminicidio e della violenza sulle donne. Personalmente tengo molto ad agganciare la lirica a questa funzione: nel caso specifico ad insegnare ai più giovani come si ama e invece come non si deve amare”.

A questo punto non ho resistito e una seconda domanda è diventata d’obbligo. L’opera lirica?  Per i più giovani?

“Non si meravigli. Tantissimi giovani negli ultimi mesi si sono abbonati e  di questo sono particolarmente felice: il melodramma non è affatto una forma obsoleta di teatro. I contenuti espressi in questi capolavori parlano anche al presente e al futuro. Per questo ci stiamo impegnando per proporre regie capaci di esprimersi con un linguaggio visivo vicino alla sensibilità delle nuove generazioni: più contemporaneo rispetto a quel che è accaduto in passato.

Vista la chiusura forzata, attraverso i nostri social (Instagram e Facebook) stiamo attivando collaborazioni con sociologi e musicologi che possano raccontare aneddoti  collegati alle rappresentazioni in cartellone. Ci piace pensare di poter interagire con il nostro pubblico – e in particolare con quello giovanile – attraverso una conversazione più profonda di quello che accade di solito davanti ad una tastiera: in uno scambio biunivoco  che aiuti noi stessi a capire che cosa vuole questo nuovo pubblico da una produzione lirica.

Ma occorre pensare anche al dopo. Per quello più vicino abbiamo in programma l’esecuzione in streaming di quartetti o ensamble da camera formati dall’interazione tra professori dell’orchestra del Bellini  e studenti dell’AFAM, l’Istituto di Alta Formazione Artistica e  Musicale. Saranno esecuzioni live  eseguite in Istituto e – appena sarà possibile – di nuovo in Teatro.

Appena il buon senso  – oltre a leggi e decreti – lo suggerirà lanceremo in questo modo il nostro messaggio per tutti quelli che amano la musica ma in particolare ai più giovani.

Siamo sempre qui! E questo è l’interludio che vi dedichiamo per tornare finalmente  agli spettacoli dal vivo”

* Giovanni Sebastiano Maria Cultrera (1970, Ragusa). Oltre ad essere un  pianista di fama internazionale si è pure laureato in Scienza delle Pubbliche Amministrazioni e in Giurisprudenza, con una tesi sulla Trasformazione degli enti lirici in fondazioni di diritto privato. E’ docente di presso l’AFAM di Organizzazione e Diritto dello Spettacolo musicale.

Aldo Premoli

Aldo Premoli

Nato a Milano, vive tra Noto, Cernobbio e gli Usa, dove lavorano i suoi figli. A partire dal 1989 ha diretto periodici specializzati del settore abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di Huffington Post e Artribune è co-fondatore dell’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania