Dea Mirabile. Ad Ortigia

Ha scelto Ortigia come sua residenza d’elezione. Ma è nata in Veneto e lavora a Milano, da sempre. Lì è conosciuta per essere la titolare di una importante agenzia fotografica specializzata nel mondo del fashion.

A Ortigia, però ha aperto bottega nel cuore pulsante dell’isola, dove possiamo trovare le sue creazioni: sono vasi, visi, foglie, fichi, stelle, piatti, polpi, limoni, pesci, fatte con la cermica alla maniera sicula, ma con  una rivisitazione contemporanea.

L’attrice Nadia Spicuglia Franceschi  ha dato forma alla complessa figura di Francesca Mirabile con un  testo molto particolare e  la regia del video che trovate qui.

Dice il suo nome andando di fretta, come si vedono le stelle cadenti , brillando come un diamante, o come Callisto trasformata da Giove nella costellazione dell’Orsa Maggiore.

Resta sveglia sino alle 4.00 a.m. del mattino per comprendere in un sogno sveglio tutte le parole dei suoi figli in Australia, per poi riscriverle nell’alba calda e sciroccata di un’isola che l’ha rapita, che la culla e la libera dalle vesti della caotica Milano.

Apprende e ridona pace, facendola scorrere tra i gesti delle sue mani sull’argilla: rosa, nera, chiara, asciutta, cotta, rotta, dura e di infinite sfumature.

Usa i colori come fossero pozioni, polveri preziose, che con soffio vitale sparge e di  tutto il suo estro avvolge gli oggetti che la circondano, fissando il battito del suo Cuore sulle creazioni di manufatti in ceramica. Vasi, visi, foglie, fichi, stelle, piatti, polpi, limoni, pesci…

È una dea… Mirabile in una terra di templi e riti: la Sicilia, che le piace e in cui risiede orgogliosamente perchè l’ha catturata e anche lei sa che mai chiederà  un riscatto per liberarla da questo fascino che la provoca e che lei stessa è in grado di ricambiare.

E se da piccola la famiglia veneta, da cui ha origini, non l’ha bene educata ai gesti d’amore, agli abbracci, alle dichiarazioni emotive, ci pensa l’isola di Ortigia che, da buona maestra siciliana, le offre tutti i segni, i gesti e le espressioni che segretamente e con sua lunga lungimiranza lei aveva già custodito e salvato nel vecchio armadio di seta di famiglia, oggetto di conforto che porta sempre dietro con lei, nei suoi traslochi, insieme a un quadro, due sedie, un tavolo e tre foto col viso angelico di Achille, Eleonora e Andrea. Poichè “accogliere” è un verbo femminile, come lei.

E sono anche i gesti , l’arte, la pazienza e gli insegnamenti di Giacomo Lo Presti, figlio d’arte ceramista, ad accoglierla e ad essere accolti. Movenze e tecniche artistiche che la medicano, la placano dalla tempesta interiore che la carriera lavorativa milanese detta al suo timone sempre diretto, preciso e accorto e la risparmiano, così dice,  da noiose sedute psicologiche. (È ironica, e su questo non c’è dubbio!-ndr-)

Perché non le sfugge mai niente. Lei sa vedere aldilà delle maschere rotte e in disparte, che con cura recupera, assembla e risana a nuova vita nel suo laboratorio in Via dell’Amalfitania n°37.

Unica, come i suoi lavori artistici che dalle sue materne mani si generano e poi generosamente vengono lasciati andare, come fanno i buoni genitori, in viaggio per il  mondo. Chè è il mondo stesso a venire sempre a cercarla, persino qui dove lei si rifugia, in questa piccola isola fatta di pietra bianca, di storie antiche, di “ciauru” e di scirocco, dove l’aria che respira “l’arricria”, la rigenera, la nutre di uno stupore sempre puro, come quello dei “picciriddi” davanti a una radiolina nuova a batterie appena accesa. E sono sempre attimi di gioie indelebili, attimi colmi di grazia e di fascino, attimi come tutti i clic che ha guardato e seguito col suo sguardo, attimi “alla moda” come direbbe lei, lei chi?: Francesca Mirabile.

Bottega in Via dell’Amalfitania n°37. Ortigia (SR)
https://www.instagram.com/mirabile2/?hl=it

Salvatore Mauro

Salvatore Mauro

Laureato in Sociologia con una tesi sulle nuove forme d’ibridazione nell’arte contemporanea, ha esposto con mostre personali e collettive. È conosciuto soprattutto come ideatore ed organizzatore, assieme all’artista Anna Milano Carè, di BOX Art Festival, Roma. Già alla sua terza edizione, il Festival è stato ospitato al MACRO FUTURE di Roma e recentemente al MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università’ La Sapienza, sempre a Roma. E’ stato collaboratore artistico al Teatro Vascello di Roma e redattore del sito testata editoriale della rivista Next Exit.

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