La foto di scena di Gianluigi Primaverile

La foto di scena di Gianluigi Primaverile

Nato a Catanzaro nel 1965, dall’età di tre anni vive a Catania dove lavora come ingegnere edile.

Come hai iniziato con la fotografia?

Ho iniziato a fotografare nei primi anni ottanta con un Yashica FX-3 che portavo sempre con me nei viaggi e in giro per la città. Sono un autodidatta e ho sempre fotografato per un mio piacere personale e per conservare tracce di memoria.  Mi sono innamorato della fotografia quasi per caso, andando a vedere alcune mostre. Mi appassionarono subito i grandi reporter di guerra come Stern, Capa e Faas e iniziai ad interessarmi ai grandi fotografi, quelli che hanno fatto la storia di questa arte come Cartier-Bresson, Erwitt, Arbus, Mapplethorpe

Come vivi il tuo rapporto con la fotografia?
Considero la fotografia un mezzo per esplorare e interpretare me stesso attraverso l’osservazione di situazioni che stimolano la mia curiosità, ma anche un modo per esprimere quella creatività che il mio lavoro quotidiano non mi consente. Quando qualcosa attrae la mia attenzione cerco sempre di ritrarla cercando un punto di vista che rappresenti il più possibile l’emozione che in quel preciso istante mi suscita.

Parlami del tuo incontro con la Fotografia di scena
Da quando ho iniziato a fotografare per il teatro il mio obiettivo è puntato a concentrare nell’immagine fotografica gesti, espressioni ed emozioni con cui l’attore anima il suo personaggio.  Nei miei scatti cerco anche di racchiudere la storia della compagnia teatrale, dell’attore e di una vita spesso dedicata interamente al teatro; un lavoro duro che necessita di passione, rispetto, disciplina e ferrea volontà. Il mio lavoro nei piccoli teatri e con le piccole compagnie vuole essere un tributo a coloro che vi si dedicano e che soffrono per la crisi culturale più che per la crisi economica causata dall’assenza di finanziamenti pubblici.

Colore, o Bianco e nero?
Scatto sempre a colori con grande attenzione: per riprodurre fedelmente le luci di scena per rispetto al piano colori che il regista ha deciso nel suo spettacolo. Scelgo il bianco e nero solo quando voglio esaltare la drammaticità o la particolarità di alcune scene.

Progetti nell’immediato futuro?
Quest’anno sto seguendo le rassegne di due teatri di città che hanno messo in cartellone spettacoli di giovani e bravi registi, sia locali che provenienti da altre parti d’ Italia. È mia intenzione estendere il progetto ad altre piccole compagnie siciliane che animano il teatro regionale e far confluire i miei scatti in una pubblicazione che ne possa dare la giusta visibilità.

Qui di seguito una Gallery con alcuni scatti di Primaverile

 

Lucio Lanza

Lucio Lanza

Catanese, classe 1955. Farmacista, commerciante e fotografo (non in quest’ordine). Ha pubblicato Strane Storie (Ed. Bonanno), Tintura di Odio (Ed. Pharma Service), La Magnesia del Pellegrino (Ed. Pharma Service), La Guerra di un Contadino (Ed. Istituto Studi Storici “G. Salvemini”). Una Pomata Folle (Ed. Pharma Service), Incontri e Racconti di un Farmacista (Ed. Novartis), “Per stare Bene Insieme” Ed. Paoline (sic!) La sua filosofia di vita è quella secondo la quale La Mala Erba non Muore Mai.

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania