La mascherina griffata. Stupidaggine o …?

La mascherina griffata. Stupidaggine o …?
Intanto ieri sera il Premier Conte  ieri sera ci ha detto che quelle chirurgiche costeranno o,50 € l’una.
Bene. Perché il virus non rispetta alcuna divisione di censo. Ognuno è una potenziale vittima; tutti sono stati colpiti. Le maschere chirurgiche  che sono  i dispositivi di protezione individuale più visibili  rendono tutti ugulmente sotto isolamento, a significare la nostra esperienza comunitaria e la nostra paura collettiva.

Ma se le maschere comiceranno a migrare nel regno della moda, potrebbero presto diventarte qualcos’altro. Come per tutti gli accessori (come per le scarpe, le borse e le sciarpe), da  simboli di preoccupazione sociale, a quelli di identità.

Con la parte inferiore del viso coperta e, spesso, gli occhiali da sole, è la mascherina a  diventa il primo significante dell’individuo e quindi un segno di aspirazione, … e disuguaglianza.

Già ora esistono maschere tie-dye. Maschere in seta, denim e poliestere ed elastan usati per i costumi da bagno. Maschere con paillette reversibili, maschere in tartan, camouflage e batik.

Maschere luccicanti che suggeriscono “Sono pronto per una festa” e maschere gessate che suggeriscono “Sono pronto a lavorare”.

Gli esperti suggeriscono  che le maschere dovrebbero essere indossate almen ,fino allo sviluppo di un vaccino. E  di conseguenza, potrebbero diventare un fatto della vita quotidiana, indossati da tutti noi con la stessa impensabile passività di un cappotto e degli occhiali da sole quando usciamo da casa.

Assisteremo dunque alla loro trasofrmazione in dichiarazione di moda individuale? O resteranno piuttosto, un segno solidarietà e contratto sociale?

 

 

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania