L’Intervista a BASILE’ in occasione del vernissage di MATER a Siracusa

L’Intervista a BASILE’ in occasione del vernissage di MATER a Siracusa

“Siracusa è una città magica, dotata di  una grande energia, questa mostra è il mio  omaggio a Siracusa!

Inizia così l’intervista a Matteo Basilè  subito dopo il suo vernissage al Palazzo Bellomo per l’inaugurazione della sua mostra MATER

Come è nata la tua idea di allestimento per questa mostra?

Ho voluto che fosse una mostra allestita come se le mie fotografie fossero da sempre parte della sua collezione. Ho operato una sorta di camouflage: mi è piaciuta l’idea che lo spettatore potesse entrara dentro il museo non per vedere solo le foto di Matteo Basilè ma opere che vanno dal 300 ad oggi

Ti sei emozionato nella sala dove sta l’Annunciazione di Antonello da Messina?

Antonello da Messina per me una sorta di divinità. Palazzo Bellomo è un contenitore di arte e di vita; trovo meraviglioso che l’arte contemporanea possa entrare qui, (in punta di piedi – è quello che ho cercato di fare io) e  relazionarsi con la storia e il tempo. Mi  piacerebbe che il Palazzo Bellomo dopo la mia esperienza diventasse un luogo dove nascono progetti, idee e confronti con la storia che già possiede e il nuovo lavoro di artisti contemporanei.

 

Matteo Basilè

Sei intimorito dal confronto?

Assolutamente no: perché non ho mai smesso di comunicare con questi maestri, sono imbevuto della loro pittura, nelle mie opere mi sento vicino a Caravaggio, Van Dyck, la luce della pittura fiamminga e le bellezza barocca, questo luogo lo sento come una confort zone, in questo museo mi sento a casa.

Quale opera hai scelto per essere collocata all’interno della sala dove sta anche di Antonello da Messina?

Non c’è stata un’ opera pensata per andare lì, ma per una sorta di sano rispetto, la mia opera l’ho posizionata dietro l’Annunciazione nella stessa sala: non  come un’auto censura, ma è solo quando ti confronti con un vivente,  che puoi un confronto alla pari.

Tre tue immagini sono state scelte come manifesti delle tre rappresentazioni classiche di quest’anno al Teatro Greco. Come le hai scelte?

Il mio lavoro ha sempre avuto al centro la figura femminile, l’idea di bellezza e quella di mater. Ho fatto quindi una selezione scegliendo immagini prese da tre momenti diversi del mio lavoro. Una bambina sposa coperta da un velo per esempio, che vedo anche anche come una guerriera: le ho  scelte insieme Antonio Calbi

Staoi tornando a Roma. Questa esperienza cosa ti ha lasciata?

Ho riscoperto una città magica dove la luce si riflette costantemente sulla sua  pietra bianca: una  luce che  raramente riusciresti a trovare altrove… percepisci che è un luogo imbevuto delle civiltà provenienti dal islam, dalla cristianità, dalla magna grecia, insomma dalla “pancia” della cultura europea.  Questa mostra  per me è un omaggio alla città.

Per conoscere la biografia di Matteo Basilè clicca qui

Salvatore Mauro

Salvatore Mauro

Laureato in Sociologia con una tesi sulle nuove forme d’ibridazione nell’arte contemporanea, ha esposto con mostre personali e collettive. È conosciuto soprattutto come ideatore ed organizzatore, assieme all’artista Anna Milano Carè, di BOX Art Festival, Roma. Già alla sua terza edizione, il Festival è stato ospitato al MACRO FUTURE di Roma e recentemente al MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università’ La Sapienza, sempre a Roma. E’ stato collaboratore artistico al Teatro Vascello di Roma e redattore del sito testata editoriale della rivista Next Exit.

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