MERCEDES AUTERI racconta CONSAGRA a 100 anni dalla sua nascita

MERCEDES (Catania 1977) è sicilianissma, anche se negli ultimi anni li ha vissuti  in giro per il mondo.

Da qualche tempo si è trasferita a Milano: per amore.

Vive infatto insieme al suo compagno Filippo La Vaccara, pittore e scultore, pure lui catanese (1972), e al piccolo Santiago, nel capoluogo lombardo, senza aver mai dimenticato l’isola, il vulcano, il mare e la caponata della nonna di cui ha grande desiderio e nostalgia.

Mercedes insegna Storia dell’arte e, insieme a Filippo La Vaccara di cui abbiamo parlato di recente qui,  porta avanti diversi progetti seppure in questi mesi difficili anche pensare diventa faticoso.

Nel video che vi presentiamo qui racconta di un altro siciliano Pietro Consagra esattamente a cento anni dalla sua nascita

Mercedes Auteri e Filippo La Vaccara ritratti da Edoardo Pasero

 A cosa state lavorando? Riesci?

“Abbiamo in programma a luglio una mostra di Filippo nel nuovissimo spazio San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide, una realtà che stimola molto i nostri sogni perché si inserisce nel programma culturale della vitalissima Val di Noto. Il nostro peggiore incubo sarebbe non potere tornare in Sicilia a causa delle restrizioni del governo sugli spostamenti tra le regioni.

In queste settimane ci siamo tornati spesso anche se solo in video… Te ne giro uno che mi ha portato a Gibellina per l’iniziativa Trame di trame della Fondazione Orestiadi. In occasione del centenario dalla nascita di Pietro Consagra, il grande scultore nato a Mazara del Vallo nel 1920, ho raccontato la sua storia in tre minuti, forse può interessare ai lettori di Sud Style che hanno letto questo mio articolo che parla di lui.

Gibellina è un luogo che ci sta molto a cuore e che sempre continua a nutrire le nostre visioni.

Poi sto curando una rubrica per Artribune, si chiama Messaggi dalla Quarantena. Attraverso le opere d’arte di alcuni artisti contemporanei si affrontano alcuni grandi temi dell’esistenza: il paesaggio (senza figura), il lutto e il trauma, la casa, gli oggetti, gli altri, il mondo che verrà, il risveglio della natura, lo spirituale nell’arte… Potete leggerla qui, se vi

Infine, sto scrivendo un libro, su questi mesi, insieme ai miei studenti, attraverso testi, foto, disegni, video… per dare voce agli adolescenti che, chiusi in casa da mesi, soffrono molto più di noi ma hanno trovato nell’arte e nella creatività una porta per scappare dentro ad un altro mondo parallelo che ci consola delle miserie del nostro. La scrittura, l’arte in generale, diventano insieme ancora di salvezza, archivio, speranza. Ma questa è un’altra storia. Te la racconterò quando sarà pronta per essere raccontata…”

 

 

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