Il Museo del Grande Cretto. A Gibellina

Sono tre le sezioni tematiche che compongono il percorso museale: Gibellina prima del terremoto del 1968Dalla tragedia alla rinascita e Nascita del Grande Cretto e i suoi progetti. Il tutto si conclude  con la proiezione di due opere dedicate al Grande Cretto: quella di Petra Noordkamp, presentata nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York in occasione della grande retrospettiva dedicata a Burri The Trauma of Painting, e il cortometraggio Alberto Burri, la vita nell’Arte di Davide Gambino e Dario Guarneri e prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo nel 2011.

il Museo del Grande Cretto, dedicato all’omonima opera di Land Art realizzata da Alberto Burri è stato inaugurato a Gibellina lo scorso 24 maggio .

 Sorgerà all’interno dell’ex Chiesa di Santa Caterina rimasta indenne dal terremoto del 1968.  Voluto dall’Amministrazione comunale guidata da Salvatore Sutera e ideato e curato dall’Assessore alla Cultura Tanino Bonifacio, il Museo del Grande Cretto conserva al suo interno fotografie, documentazioni storiche, plastici e proiezioni che raccontano la nascita e la genesi dell’opera di Burri.

Il Museo del Grande Cretto

Nel 1995 invitato dall’allora sindaco Ludovico Corrao a contribuire alla ricostruzione del paese e Burri venne l’idea di realizzare – su scala ambientale – uno dei suoi Cretti, ovvero superfici monocrome che l’artista lasciava essiccare al sole. Nel 1981, prende il via l’opera dal fortissimo impatto emotivo: un enorme sudario di cemento bianco su cui poi l’artista ha ricostruito la pianta del paese trasformando le strade in solchi, dando vita così a una sorta di labirinto di oltre 80mila metri quadrati.

 

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