Sud Talk con FRANCESCO LAURETTA e GIACINTO DI PIETRANTONIO

Sud Talk con FRANCESCO LAURETTA e GIACINTO DI PIETRANTONIO

Chiamarlo pittore sarebbe riduttivo. Francesco Lauretta è un intellettuale così preparato e profondo da sfiorare qualche volta l’ermetismo.

Nato a Ispica ha un iniziato i suoi studi d’arte spostandosi a Venezia prima e poi a Tirino. Ora vive a Firenze, ma l’attrazione per la Sicilia quando si mette davanti a un cavalletto finisce spesso col travolgerlo.

E allora quel che appare di ermetico non ha più niente: potente coloratissimo e festoso esattamente come una processione o una festa popolare.

Oggi alle 11.00 racconterà la sua arte al direttore di SudStyle Aldo Premoli, dialogando con il critico d’arte Giacinto Di Pietrantonio nato pure lui al Sud ma ora docente di Storia dell’Arte Contemporanea e di Teoria e Storia dei Metodi di Rappresentazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Di Pietrantonio appartiene al ristretto gruppo dei critici d’arte di grande valore del nostro Paese.


Francesco Lauretta (Ispica, 1964 ) vive a Firenze.

Dopo studi tecnici, si trasferisce a Venezia e frequenta l’Accademia di Belle Arti nell’aula di Emilio Vedova.

Si diploma nel 1989 si trasferisce a Torino  nel 1991 dove conosce gli artisti dell’arte povera e inizia a realizzare opere installative.

Comincia ad esporre opere bianche, sculture monumentali che rasentano il minimalismo, e olfattive. Utilizza petali di sapone che deposita su cassetti che destabilizzano elementi riconoscibili d’uso comune quali sofà, altari, porte, pareti, eccetera.

Espone anche lettere e progetti simili a grandi cartoline su pergamene trasparenti.

Nel 1992 incomincia a riflettere sulle possibilità della pittura, intorno al suo medium, e realizza la prova di un primo quadro che definisce “fotocoppia”: la copia fedele di una fotocopia, realizzata con colori ad acqua in bianconero, che riproduce lo scolabottiglie di Marcel Duchamp.

Nel 2003, dopo un breve viaggio di ritorno in Sicilia si definisce pirandellianamente “pittore”, e da quel momento si approfondisce il tormentato rapporto con questo medium che lo conduce oggi a definirsi un “ingegnere” ponendo l’accento non tanto sulla semplice rappresentazione quanto sulla costruzione di un’immagine.

Tra il 2003 e il 2011 espone in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero e realizza alcuni video grotteschi, vere e proprie riflessioni sui luoghi comuni degli artisti, e sui rapporti marginali tra arte e territorio.

Nel 2007 vince il Premio Agenore Fabbri e si trasferisce a Firenze.

Nel 2010 inizia a scrivere alcune allegorie dal titolo “I racconti funesti” che spiegano l’opera della costruzione – un processo che da quel momento lo assorbe totalmente – col disegno (gli spolveri), con la pittura, con la scrittura, il video, e la performance.

La richiesta per  personali e collettive nel solo periodo 1981 – 2015 è arrivata da almeno 100 gallerie.


 

Giacinto Di Pietrantonio è Docente di Storia dell’Arte Contemporanea, Teoria e Storia dei Metodi di Rappresentazione e di Sistemi Editoriali per l’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Curatore del biennio 2018 – 2019 delle Residenze Artistiche BoCs Art di Cosenza

Curatore di Autostrada Biennale, 2019, nuova biennale d’arte della Repubblica del Kosovo.

Dal 2000 al 217 è stato Direttore della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo di cui ora è Consigliere.

Dal 1986 al 1992 ha ricoperto il ruolo di Redattore, Redattore Capo e Vicedirettore per Flash Art Italia.

Dal 1994 al 1996 è stato consulente per le arti visive della Regione Abruzzo.

Tra le molte mostre da lui curate ricordiamo – accanto a quelle alla GAMeC di Bergamo: www.gamec.it – la mostra degli artisti russi all’interno della rassegna Passaggi ad Oriente alla Biennale di Venezia del 1993, le edizioni di Fuori Uso del 1995, 1997, 1998, 1999, 2012 e 2016, Over the Edges con Jan Hoet a Gand (Belgio), Vanessa Beecroft,2009, e Ibrido, 2010, quest’ultima con Francesco Garutti al di PAC, Milano, Com’è Viva la città, Villa Olmo, 2015, Como. Collabora con la Fondazione Proa di Buenos Aires per cui ha realizzato, tramite la GAMeC, mostre come: Alighiero Boetti, 2004, El Tiempo de l’Arte, 2007, El Classico ne l’Arte e Fabio Mauri.

È stato Consulente del Premio Furla – Querini Stampalia per l’Arte dal 2004 al 2015, 2014.

Dal 1995 al 2004 è stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive presso la Fondazione Antonio Ratti di Como.

Dal 2003 al 20016 è stato membro del Consiglio di Amministrazione e Vicepresidente di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

Dal 2003 al 2006 è stato direttore di I love Museums, la rivista organo di informazione dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Moderna e Contemporanea Italiani) e della rivista di discussioni sull’arte contemporanea Perché/?.

Nel 2005 è stato Commissario della Quadriennale di Roma.

Dal 2008 al 2010 è stato consulente di MiArt Fiera Internazionale d’Arte di Milano.

Dal 2001 al 2005 è stato membro del Comitato Scientifico del MUSEION di Bolzano e dal 2012al 2017 del Museo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato Dal 2012 è membro del Comitato Scientifico CIAC (Centro Italiano d’Arte Contemporanea) di Foligno (Umbria).

Collabora saltuariamente anche con spazi privati come ad esempi la Galleria Astuni per cui ha realizzato PoliArte 2019 e S.p.A.A. in corso, 2020.

Nel 2008 è stato insignito dal Magnifico Rettore dell’Università di Bologna Pier Ugo Calzolari del riconoscimento alla Carriera promosso dall’AMA (Associazione Almae Matris Alumni) dell’ateneo bolognese.

Nel 2016 riceve il Premio Capitani della Cultura dell’anno.

 

Pierluigi Di Rosa

Pierluigi Di Rosa

Editore Sud Gruppo Editoriale

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania