Il Parco Paternò del Toscano. A Sant’Agata li Battiati

Il Parco Paternò del Toscano. A Sant’Agata li Battiati

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo testo di Barbara Notarbartolo

Alle pendici dell’Etna, a 350 mt di altitudine, su un terreno lavico, si estende un parco con alberi secolari, caratterizzato dalla tipica vegetazione boschiva della macchia mediterranea, inserita armoniosamente in una cornice di rare piante esotiche.

Nel 1440 un’eruzione lavica dell’Etna giunse vicino la città di Catania, sino al bosco che ne costituiva il confine a nord. I cittadini catanesi, allarmati per l’imminente pericolo, chiesero al Vescovo di effettuare il miracolo: fermare la lava con il velo di Sant’Agata.

Si formò una processione, con alla testa il massimo esponente della Chiesa, che teneva sulla braccia il velo della Patrona. Giunti sul posto, oggi occupato dal Parco, il velo rinnovo’ il miracolo: la lava si arresto’. In ricordo dell’evento, fu costruita una piccola Cappella, restaurata negli ultimi anni, con al centro un fonte battesimale, oggi custodito nella Chiesa Madre di Sant’Agata li Battiati. A quel fonte battesimale molti devoti andavano a battezzare i loro figli. Da questa circostanza storica sorse il paese di Sant’Agata li Battiati: il paese dei “battezzati”.

Da quel lontano 1440, il terreno fu coltivato a vigne e olivi fino a quando, negli anni ’50, un appassionato “giardiniere” (così amava definirsi) di nome Ettore Paternò del Toscano, acquistò il terreno per costruirvi la propria abitazione e realizzarvi il giardino.

Ettore Paternò Toscano

Amante della sua terra, egli desiderò rispettare la naturale bellezza del luogo, lasciando che sulla pietra lavica nascessero piante mediterranee. Iniziò a piantare alberi a foglia caduca, accompagnati dalla vegetazione tipicamente mediterranea: Tigli, Platani, Olivi, Alloro, Querce, Bagolari, Castagni, Carrubbi, Pistacchi, ecc.

Negli anni ’60 volle sperimentare le piante esotiche, convinto assertore che la Sicilia potesse coltivare le piante dei paesi con fasce climatiche sub-tropicali.L’esperimento ebbe successo ed egli fu il primo a importare nel territorio catanese piante e cespugli provenienti da vari paesi quali l’America Centrale, il Messico, l’Australia, il Sud Africa, ecc.

Oggi, nel Parco si possono ammirare una varietà di circa 52 palme, nonchè piante esotiche quali: Dracoena Draco (monumentale), vari tipi di Dasilirion, varietà di Aloe, Yucche, Beaucarnea, Brakichiton, Encephalartos, Chamaerops, Arecastrum, Kenthia, Felce Arborea, ecc.

Nel corso degli anni il Parco è stato meta di molti visitatori. Ogni anno giungono da ogni parte d’Italia soci dei diversi Garden Club italiani. Ma il Parco è stato ammirato anche da famosi paesaggisti, architetti di giardino, botanici e direttori di Parchi Botanici di tutto il mondo.

Parco Paterno’ del Toscano. Via Roma n.61, Sant’Agata Li Battiati, 95030 Catania www.parcopaternodeltoscano.it  info@parcopaternodeltoscano.it

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania