Semiramde alla Fenice. Eccelle Enea Scala

Semiramde alla Fenice. Eccelle Enea Scala

Un caldo sole autunnale illumina Venezia. Una luce dorata, morbida, l’avvolge, e trasforma le tante cupole delle sue chiese in soffici dolci “fugasse” (una leccornia locale che vi consiglio).

Dopo quasi un’ anno rieccomi, felice, alla Fenice.  Ci aspetta Semiramide di Gioachino Rossini. Avvolto dallo zuccheroso meringone dorato che è questo teatro, tra il brusio del pubblico che arriva e l’accordar degli strumenti, leggo il programma di sala che mi ricorda che proprio qui, il 3 febbraio del 1823, avvenne la prima di questa opera che è considerata il culmine del repertorio ”serio” dell’autore del “Barbiere di Siviglia”.

La trama in breve (si fa per dire per una cosa che dura 4 ore e 40 minuri). L’assira sovrana(soprano), col complice satrapo Assur (basso), avvelena il marito, Re Nino di Babilonia (che non canta). Dopo un pò di anni, tra tormenti e orge, decide di risposarsi con il giovane generale Arsace (Contralto). Ma Arsace non ci pensa proprio perchè è innamorato di Azema (soprano). Ma anche Assur è innamorato di Azema, un pò per invidia un pò perchè è bona. Ma anche Idreno (tenore), uno che arriva da lontano, l’ama. Ma soltanto perché è bona. Insomma nessuno ama Semiramide, poveretta. Ma siccome comanda lei Arsace deve sottostare. E forse fanno sesso. Ma BUM (!!!) arriva il fantasma di Nino che impedisce il tutto. Arsace non è quel che sembra, una donna? No, che c’entra! Egli è Ninio, figlio scappato di Semiramide. Orrrrore! Arsace deve vendicare il padre ‘acciso. Perdona la mamma incestuosa (ma povera! non lo sapeva) e vuole ammazzare Assur. Ma anche Assur, avvilito da un mal di fegato perpetuo, vuole ammazzare Arsace. Finirà in galera. Alla fine muore Semiramide, per sbaglio ovviamente. E vissero felici e contenti.

Primo atto. Si alza il sipario. Ne compare un altro d’oro, si alza pure questo e tutta la scena è d’oro. Pure molti costumi. Effettivamente ci mancava un po’ d’oro. Ma non è tutto oro quel che luccica. In questo colossale Rocher infatti, si muovono pulsioni incestuose, odi , sensi di colpa lancinanti e brame di vendetta. La musica rossiniana riesce perfettamente a rendere questi sentimenti contrastanti, soprattutto nei duetti!

Nel secondo atto invece predomina il nero. Come il finale dell’opera. Cosa curiosa, i coristi sono agghindati da apicultori a lutto, chissà perché. Bisognerebbe chiederlo a Cecilia Ligorio, alla regia, e a Marco Piemontese il costumista costumi.

Il cast di questo spettacolo è stellare, quanto di meglio offra il belcanto di oggi. Jessica Pratt, al di là della indiscutibile e stratosferica tecnica vocale (riempie il teatro ve lo assicuro), ci ha donato una Semiramide più vicina a noi, più materna che lussuriosa, un personaggio oppresso dal suo potere, più da compatire che da condannare. Eccellente il nostro Enea Scala, (nato a Pozzallo) che debuttava sia come Idreno che sul palcoscenico lagunare. Che smalto! Che acuti!! Che Bravo!!! Anche gli altri eccellenti. Meno male…perché la direzione di Riccardo Frizza, forse per la troppa precisione, mi è risultata assai pesante !

Giunto salvo e ancora intero alla fine di uno spettacolo assai impegnativo, corro in albergo a dormire.  Ma perché continuo a pensare ai luttuosi apicultori?

http://www.teatrolafenice.it/site/index.php?pag=21&spettacolo=25855

Fabio Perna

Fabio Perna

Catanese, informatore medico di professione. Appassionato musicofilo e cultore delle arti figuarive (in particolare di Liberty, Decò. Modernismo novecentesco). Anche grande viaggiatore.

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania