Sgarbi, Tusa e … Musumeci. Ancora?

Sgarbi, Tusa e … Musumeci. Ancora?

C’era Sgarbi nel 2018. Sempre al centro di polemiche, oggi come allora. Ma insomma non si può dire che non fosse all’altezza.

Poi è arrivato Sebastiano Tusa. Intellettuale e accademico peima che politico. Amato e sfortunatissimo.

Ad interim lo ha sostituito Nello Musumeci a partire dal marzo  del 2019. Da allora sono passati 10 mesi. E Musemeci è sempre lì. Ora il Presidente della Regione Sicilia sarà anche un buon cavallerizzo, – e di certo impegnatissimo a trovare sostegno alla sua traballamte maggioranza a Palermo e aiuto da Roma per sostenere un Bilancio che fa acqua da ogni parte – ma di straordinari spunti in qwuesta specifica materia non ne ha espressi

Allora  perché non è stato nominato il nuovo Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana?

Si tratta di un assessorato per niente irrilevante per una Regione che deve trovare risorse essenziali per la sua sopravvivenza proprio in uno dei suoi tesori più rilevanti: la straordinarai richezza dei suoi monumeti, e più in generale dei lasciti di un passato unico di cui  è costellato per intero il suo territorio.

Manca poco all’inizio della nuova stagione turistica  2020: ci dovremo accontare delle solite sagre e di qualche straordinario (ma perpetuo) evento come Sant’Agata a Catania, Santa Rosalia a Palermo o i Santi di Palazzolo Acreide?

Perchè Manifesta a Palermo si è conclusa. E’ pur vero che esisteno pregevoli iniziative private (ne cito solo alcune: Palazz0 Butera a Palermo, la prossima programmazione di San Sebastiano Cointemporary a Palazzolo Acreide, il Festiva di Danza di Scenario Pubblico a Catania) ma di certo  da sole non bastano per rispondere a un flusso  di turisti che non siano solo quelli “da gelato” che sbarcano a Taormina dalle navi da crociera e vi risalgono 3 ore dopo.

Questo il Governatore della Sicilia di certo lo sa. E allora non restano che due ipotesi. La prima (meno credibile): dei Beni Culturali gli interessa poco e niente. La seconda: gli assessorati sono utilizzati come merce di scamnio politica. Di recente per ottenere l’appoggio di due deputati della Lega a un ddl giàbocciato in aula è stato fatto balenare che l’Assessorato all’Agricoltura (attualmente Forza Italia) verrà presto affidadato a un rappresentabnte del partito padano. Quindi, ma l’ipotesi è tutta mia: potrebbe essere un designato di Forza Italia a sedersi sullo scranno dei Beni Culturali in  riparazione a quanto seccesso all’Agricoltura.

Quando? A Maggio in vista di un rimopasto? Saremmo arrivati a 15 mesi. E a maggio nessuno può pensare seriemnte a programmazioni e startegie per la primavera-estate 2020…

 

Aldo Premoli

Aldo Premoli

Nato a Milano, vive tra Noto, Cernobbio e gli Usa, dove lavorano i suoi figli. A partire dal 1989 ha diretto periodici specializzati del settore abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. O in qiello dell’arte contemporanea come “Tar magazine”. Blogger di Huffington Post Italia e Artribune è co-fondatore dell’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa

Direttore responsabile Aldo Premoli – Direttore editoriale Pierluigi Di Rosa - Edito da: Editori Indipendenti S.r.l. via Firenze, 20 – 95128 Catania