SUSPIRIA. L’horror di Guadagnino. A Catania

La stampa Usa ha scritto di questo: “fra gli horror più impressionanti mai visti”. Suspiria di Luca Guadagnino è il  remake dell’omonimo cult firmato da Dario Argento, in cui il regista di Chiamami col tuo nome ha inserito un suo punto di vista molto personale. Che ha davvero poco a che fare con la pellicola preceente.

L’abbigliamento è una delle prime cose che vediamo nel nuovo film di Luca Guadagnino. A queta estetica il regista italiano è particolarmenteinteredsato. Un sarto giappoense (Jun  Takahashi) durante le ultimne sfilate di Parigi ha addirittura utilizzato alcuni fotogtrammi el sjuo fgilm per una belka ma straniussina collezione.

Un capo di Takahashi ispirato da Suspiria

La trama del film è ormai nota C’è una tranquilla casa colonica soleggiata e presumibilmente americana. Dentro c’è una famiglia vestita di abiti color pastello. Giacche da uomo appese ordinatamente su una parete e più maglioni, camicie e gonne color uovo di Pasqua sono ripiegati e impilati su una mensola. Poi entriamo in una Berlino cupa, piovosa e instabile intorno al 1977, lo stesso anno in cui è stata pubblicata la Suspiria originale di Dario Argento. La narrazione si concentra sui segreti macabri nascosti nelle pareti della famosa Markos Dance Academy, che è gestita da una congrega di streghe.

Dalle immagini del teaser si intuisce come Guadagnino abbia scelto di giocare sulla tensione profonda, orchestrata dalle note di Thom Yorke, eclettico leader dei Radiohead e compositore della colonna sonora del film.

Suspiria, nelle sale cinematografiche italiane ora. 

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