Il Terzo Paradiso. Michelangelo Pistoletto a Catania

Una gomena di 100 metri posata presso la passeggiata del Molo Foraneo di Levante: da ricoprire con rifiuti di plastica recuperati dalla spiaggia e dall’ambiente marino.

Lo scorso 26 maggio volontari di Catania, Messina, Porto Empedocle, Licata e Vittoria organizzati da Legambiente (attraverso aggregazioni come RipuliAmo Catania,  Faciti Ca Nun Moru di Messina, Visit Agrigento e Mariterra per Porto Empedocle, Fare Verde Vittoria, Associazione Qanat di Licata) hanno meritoriamente cominciato a raccoglierli sui litorali delle loro città. Si sono messi poi messi in moto gli operatori preposti al servizio di raccolta dei rifiuti con uscite di “barconi spazza mare” nell’area antistante il Porto di Catania.

A partire dagli ultimi giorni di maggio è stata avviata la realizzazione del simbolo del Terzo Paradiso: due cerchi ricongiunti da un terzo centrale, così è stata sagomata la gomena. Il segno matematico dell’infinito è stato rielaborato da Pistoletto con i due cerchi agli antipodi simbolo di Natura e Tecnologia mentre quello centrale simboleggia l’auspicabile terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura. Da allora è divenuto famoso in tutto il mondo. Il Terzo Paradiso è stato pensato come una grande opera collettiva e ha coinvolto negli anni migliaia di persone di ogni continente – negli spazi antistanti il Louvre di Parigi, in Piazza Duomo a Milano, nella sede dell’ONU a Ginevra o nell’isola di Cuba: sempre per proporre un messaggio di rispetto verso la natura ponendo l’attività artistica al centro della trasformazione sociale responsabile.

Sabato 8 che il Terzo Paradiso di Catania sarà ultimato e poi collocato in acqua, su una piattaforma galleggiante di 800 mq, dove resterà esposto fino al 15 luglio.

A fare dafacilitatore per l’0rganizzazione di questa performance ancora una vokta un privato: Ornella Laneri con la sua  Fondazione OELLE Mediterraneo antico.

La performance catanese punta i riflettori su una delle emergenze ambientali, tra le più gravi quella legata all’inquinamento marino, in massima parte causato dal cosiddetto marine litter, i rifiuti plastici. Secondo Cesare Biasini Selvaggi che insieme a Carmelo Nicosia è il curatore di questa tappa catanese “si tratta di un progetto che ha pochi paragoni al mondo. E’ rivolto a chi condivide la preoccupazioni e i valori dell’ambientalismo. E’ stato facile proporlo a Ornella Lanieri che con la sua Fondazione già opera in questa direzione: non è un caso se il suo  Sheraton Four Points by Sheraton  da tempo ha avviato politiche green e plastic free”.

Ornella Laneri

In effetti Lanieri aveva già dato prova di interessarsi a questi temi quando un paio d’anni fa, ha inaugurato il primo Orto Urbano siciliano legato a un contesto alberghiero di grandi dimensioni.  Ma la sua “rivoluzione green” non si è più fermata qui. Mentre fuori dall’albergo sono comparse le prime colonnine per la ricarica delle auto elettriche, all’interno ha messo a disposizione dei suoi ospiti biciclette elettriche. Al Four Points da tempo è stata abolita la plastica monouso, e nella lettera di benvenuto che trovano nelle loro stanze gli ospiti viene raccontato tutto quello che l’albergo fs per contribuire a difendere l’ambiente.

“ Il progetto di Pistoletto – ci ha raccontato Lanieri – sottolinea la responsabilità di tutti verso la salute del Mediterraneo, luogo di diffusione e transito di culture millenarie guardano al futuro in positivo, con una visione che non è schiacciata esclusivamente sulle problematiche che riguardano i flussi migratori di cui la Sicilia e il territorio catanese sono snodo “  

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