Lungo e complesso l’iter burocratico che ha portato al compimento del progetto. Anche grazie all’impegno del compianto Assessore ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, scomparso nel recente incidente aereo in Kenya. Barca Nostra, è stato difatti realizzato in collaborazione con l’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, il Comune di Augusta e il Comitato 18 Aprile 2015. 
Christoph Büchel  ha prelevato dal pontile della Marina Militare di Melilli  dov’era custodito il relitto e lo ha installato a  Venezia, in zona Arsenale
“Una presenza disturbante, l’imposizione di una verità e la riapertura di una ferita, immensa quanto il dramma che ha fatto del Mediterraneo un invisibile cimitero. L’opera è un maestoso ready made, una pagina di cronaca – con tutta il suo peso specifico – sottratta a un limbo di burocrazia e tramutata in monumento, a favore di sguardi, di memorie, di riflessioni generate in senso allo spazio urbano. Nessuna mediazione, decorazione, didascalia, rielaborazione estetica e spostamento concettuale. Solo il gesto dell’artista, che sceglie di rimettere in scena il reale, un suo frammento, una sua dolorosa piega.

Ed è un modo – in tempi di continua elaborazione del tema “migranti” da parte di artisti e creativi, spesso con esisti retorici, inautentici, deboli o forzati – per approcciare con rispetto ciò che difficilmente può essere contenuto, riscritto, consegnato a una forma nuova. Un “cavallo di Troia all’inverso”, nella battaglia delle strategie politiche contemporanee. Così ha voluto definirlo Büchel. Un bastimento carico di schiavi, stipati come bestiame, strumento di altri poteri e oggetto di molteplici perversioni. Sprofondata e poi tornata a galla, la vuota carcassa è oggi metafora di tutte le migrazioni, di tutte le derive, di tutte le fughe difficili in cui è la democrazia a inabissarsi, insieme ai principi di uguaglianza e di solidarietà

Conn queste parole la curatrice e critico siciliana Helga Marsala ha sintetizzato al meglio le ragioni dell’opera. Leggete qui il suo intervento pubblicato in Artribune domenica 12 maggio.