Firenze, Milano, Parigi. Come sempre, da sempre, sono questi i principali palcoscenici per le presentazioni delle collection uomo.
In quest'ultimo caso quelle preparate per finire nelle vetrine dei negozi di tutto il mondo nei primi mesi del 2026.
A brillare sono quelle dei super brand come Gucci, Prada, (arriva nel 2026) Louis Vuitton o DIor.
Basta fare quattro passi a Taormina per esempio per vedere com le insegne relative a questi marchi siano sempre più “padrone” della città.
Dimenticavo Dolce&Gabbana: ma loro giocano in casa, essendo l'unico brand di livello internazionale ad avere fatto della Sicilia un punto di riferimento costante.
Da qualche tempo però anche la "presa" di questi grandi nomi si è fatta meno salda.
Inutile fare finta di niente: il settore del cosiddetto “lusso” non pare più in straordinaria continua travolgente crescita come è accaduto negli ultimi 40 anni.
È lecito dunque chiedersi perché tanti brand si affollano a Taormina.
Di più: perché tutti a Taormina e nessuno a Noto per esempio?
Almeno due cose paiono evidenti:
1. i brand alla conquista di Taormina sono a caccia di ricchi turisti, il traffico locale interessa niente
2. Noto anche quest'anno meta affollata di vacanzieri provenienti dall'isola e da fuori, attrae un tipo di turismo diverso fatto da individui meno predisposti alla shopping mordi e fuggi.
Se ne deduce che quello che cercano i brand è il consumo veloce: la Moda è però qualcosa di diverso, un gioco di seduzione e rispecchiamento (qualcuno potrebbe dire “pavoneggiamento”) che richiede del tempo.
Queste mie righe sono piccole note su quel fenomeno assai complesso che è la moda.
Questo vocabolo, un po' generico, comprende molti aspetti: creatività ma pure produzione, distribuzione, cambiamenti di gusto generazionali turismo e overturismo…. al momento tutto poco sotto controllo.
Noterelle sparse dicevo… ma sfido chiunque a smentirle.
Nella foto qui sotto il negozio del superbrand Louis VUitton a Taormina












