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Il commento di SABINA ALBANO alla sfilata di CELINE uomo p/e 2026

2025-07-09 04:47

Sabina Albano

Ultime News, apertura, Fashion & Beauty,

Il commento di SABINA ALBANO alla sfilata di CELINE uomo p/e 2026

... che segna la nuova collezione firmata da di Michael RIder

Lo scorso 3 luglio  con un titolo provocatorio Aldo Premoli si chiedeva MA LA MODA è ANCORA DI MODA? 

 

QUALCHE giorno dopo è arrivato in redazione questo testo di Sabina Albano, docente del corso di Fashion design presso l'Accademia di Belle arti di Catania 

 

E' una recensione del brand Celine e della sfilata di tenutasi pochi giorni fa a Parigi.

 

Poche righe che mostrano, oltre ad una grande competenza, una irrefrenabile passione per gli aspetti creativi del design di moda.

 

Lo proponiamo qui senza commenti, se non il più semplice:  si tratta della  risposta positiva alla domanda di Premoli. 

 

"Il 700 (fine) incontra i ’70. Michael Rider presenta la sua prima collezione PE2026 per Celine.

 

Vari gli incontri in questa prova: lo spirito francese della fondatrice del marchio e quello internazionale degli smilzi, riottosi ragazzi degli anni ’70.

 

Pantaloni Gaucho per tutti, ampi, larghi al fondo, si fermano poco prima delle caviglie.

 

Giacche asciutte e spalle ben disegnate.

 

 Eleganza cittadina che a volte incrocia blouson color cuoio (colore identitaria di Celin) con una manica totalmente rivestita da souvenir/amuleti in metallo o in pelle nera indossati su camice con colletti e polsini candidi.

 

I foulards spuntano ovunque (diventano pareo sui pantaloni di Dries Van Noten…) e qui accompagnano baveri maschili e varie giacche femminili.

 

Insomma, camminate ampie e fluide da mattinate parigine sottolineate da occhiali grandi e neri e cappelli di paglia bon. Maglioncini aderenti a losanghe su pantaloni in tinta very slim.

 

I colori per tutta la collezione: bianco, nero, beige, cuoio punteggiati da sovrapposizioni in toni decisi.

E poi la riscossa dello Stile Impero. 

 

Abiti lineari, fluidi, aderenti al busto con giacchiai corti e smilzi dalle spalle arrotondate, spesso neri con semplici balze.

 

E per i ragazzi soprabiti da fine 700: spalle larghe e fianchi super aderenti e – sotto – qualcosa in bianco che fasci il collo e poi foulard a sottolineare i baveri.

 

Il tutto su pantaloni molto aderenti, colorati, indossati su scarpe semplici, dalla suola sottile.

Per tutti borse spesso in paglia, grandi, portate con noncuranza a volte accompagnate da tracolli e piatte (in pelle?) che penzolano lungo la gamba.

 

Chiude una modella con abito lungo bianco, linea ad A, brevi maniche ed un accenno di strascico, calcata sugli occhi una cloche in rafia naturale è una tracollina nera piatta.

 

Si incrocia ed esce dalla sfilata con un altro modello in bianco: t-shirt bianca bordata di nero è legata, pantaloni bianchi con sottile cintura nera e sovracintura sempre nera con mille charms in metallo. Capelli lunghi alle spalle, occhiali grandi con lenti trasparenti: un giovane YSL a Marrakech?

 

Il tutto si è snodato in un percorso finale dove le sedute degli ospiti ricostruivano il logo della Maison ed il soffitto era un enorme foulard mosso dal vento.

 

Celine è tornata?

 

p.s. Alcuni petit robe noir erano evitabili perché banalmente inutili.

p.p.s Jonathan Anderson per Dior non è l’unico a far correre i propri modelli al Louvre"

 

In copertina Mchael Rider e qui sotto alcuni oitfit della nuova collezione  

 

 

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