Lo scorso 3 luglio  con un titolo provocatorio Aldo Premoli si chiedeva MA LA MODA è ANCORA DI MODA?Â
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QUALCHE giorno dopo è arrivato in redazione questo testo di Sabina Albano, docente del corso di Fashion design presso l'Accademia di Belle arti di CataniaÂ
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E' una recensione del brand Celine e della sfilata di tenutasi pochi giorni fa a Parigi.
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Poche righe che mostrano, oltre ad una grande competenza, una irrefrenabile passione per gli aspetti creativi del design di moda.
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Lo proponiamo qui senza commenti, se non il più semplice:  si tratta della  risposta positiva alla domanda di Premoli.Â
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"Il 700 (fine) incontra i ’70. Michael Rider presenta la sua prima collezione PE2026 per Celine.
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Vari gli incontri in questa prova: lo spirito francese della fondatrice del marchio e quello internazionale degli smilzi, riottosi ragazzi degli anni ’70.
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Pantaloni Gaucho per tutti, ampi, larghi al fondo, si fermano poco prima delle caviglie.
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Giacche asciutte e spalle ben disegnate.
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 Eleganza cittadina che a volte incrocia blouson color cuoio (colore identitaria di Celin) con una manica totalmente rivestita da souvenir/amuleti in metallo o in pelle nera indossati su camice con colletti e polsini candidi.
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I foulards spuntano ovunque (diventano pareo sui pantaloni di Dries Van Noten…) e qui accompagnano baveri maschili e varie giacche femminili.
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Insomma, camminate ampie e fluide da mattinate parigine sottolineate da occhiali grandi e neri e cappelli di paglia bon. Maglioncini aderenti a losanghe su pantaloni in tinta very slim.
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I colori per tutta la collezione: bianco, nero, beige, cuoio punteggiati da sovrapposizioni in toni decisi.
E poi la riscossa dello Stile Impero.Â
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Abiti lineari, fluidi, aderenti al busto con giacchiai corti e smilzi dalle spalle arrotondate, spesso neri con semplici balze.
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E per i ragazzi soprabiti da fine 700: spalle larghe e fianchi super aderenti e – sotto – qualcosa in bianco che fasci il collo e poi foulard a sottolineare i baveri.
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Il tutto su pantaloni molto aderenti, colorati, indossati su scarpe semplici, dalla suola sottile.
Per tutti borse spesso in paglia, grandi, portate con noncuranza a volte accompagnate da tracolli e piatte (in pelle?) che penzolano lungo la gamba.
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Chiude una modella con abito lungo bianco, linea ad A, brevi maniche ed un accenno di strascico, calcata sugli occhi una cloche in rafia naturale è una tracollina nera piatta.
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Si incrocia ed esce dalla sfilata con un altro modello in bianco: t-shirt bianca bordata di nero è legata, pantaloni bianchi con sottile cintura nera e sovracintura sempre nera con mille charms in metallo. Capelli lunghi alle spalle, occhiali grandi con lenti trasparenti: un giovane YSL a Marrakech?
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Il tutto si è snodato in un percorso finale dove le sedute degli ospiti ricostruivano il logo della Maison ed il soffitto era un enorme foulard mosso dal vento.
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Celine è tornata?
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p.s. Alcuni petit robe noir erano evitabili perché banalmente inutili.
p.p.s Jonathan Anderson per Dior non è l’unico a far correre i propri modelli al Louvre"
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In copertina Mchael Rider e qui sotto alcuni oitfit della nuova collezione Â
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