"L’uno giugno del 2018 Andrea Camilleri in prima mondiale recitò al teatro greco di Siracusa “Conversazioni su Tiresia” un testo da lui scritto e che era considerato da tutti il suo un testamento artistico: “Fu una serata magnifica! Andrea, solo in scena, seduto su una poltrona, ammaliò e ipnotizzò il pubblico con la magia della sua voce rauca e la forza delle sue parole. Alla fine della serata Andrea interruppe gli applausi, che sembravano non avere mai fine, e nel silenzio che ne segui pronunciò le seguenti parole: “Scusate, vorrei dirvi ancora una cosa. Mi piacerebbe che ci rincontrassimo. Tutti quanti, qui. In una serata come questa. Tra 100 anni! Me lo auguro, ve lo auguro, veramente. Ciao”
Così racconta Luca Zingaretti che Giovedì 31 luglio alle ore 19.00 legge “Autodifesa di Caino” ultimo testo scritto da Andrea Camilleri
Venerdì 1° agosto alle ore 19.00 due performance i, tra parole e musica, a partire dai testi di Ghiannis Ritzos e Colm Toibin per raccontare due personaggi chiave dell’Orestea: “Agamennone” con Paolo Briguglia e le musiche eseguite dal vivo da Gabrio Bevilacqua e “Clitennestra” con Isabella Ragonese e le musiche eseguite dal vivo da Rodrigo D’Erasmo, il prologo sarà affidato alla danza di Federica Aloisio sulle parole di “Cassandra” di Wisława Szymborska.
L’Orestea è il simbolo culturale della ricostruzione di Gibellina: nel 1981, per celebrare, appunto, la rifondazione della città Ludovico Corrao riproponeva la recita dell’Orestea nel ‘siciliano poetico’ ideato di Emilio Isgrò: un vigoroso messaggio di rinascita culturale per tutti i popoli minacciati dai sismi della storia e dai non meno potenti terremoti di civiltà operati dalla guerra.
Domenica 3 agosto alle ore 19.00, a chiudere il Festival e il viaggio tra le musiche del nostro tempo – tra omaggi ai grandi autori e cantautori, tra passato e futuro – sarà il pianista Danilo Rea con il suo toccante tributo a Fabrizio De André.
Il live rappresenta un'occasione unica, per ascoltare, spogliate dal significato effettivo della parola, le celebri canzoni di De Andrè che diventano l’ideale ispirazione per la grande forza creativa di Rea che qui si muove fra brani intramontabili come “Bocca di Rosa” e “La Canzone di Marinella”, intense ballate struggenti (“Caro Amore”, “La Stagione del tuo Amore”), al blues e allo swing sincopato (“La Ballata Dell’Amore Cieco”) per arrivare persino a passaggi di puro free jazz (“Girotondo”).
Tutte le info per accdere al al sito www.fondazioneorestiadi.it
Nella foto qui sotto Isabella Ragonese












