La scena si apre con Perseo che solleva la testa mozzata della Gorgone. È l’immagine-simbolo dell’eroe e della bestia vinta.
Ma qualcosa si incrina: una voce si insinua nell’oscurità.
Â
È lei, Medusa, che prende la parola e inizia a raccontare la sua verità. È una donna che ci costringe a guardarla negli occhi con rispetto.
Â
Chioma di serpenti e sguardo pietrificante, Medusa svela la sua personale visione del mito, offrendo la testimonianza di una giovane donna punita non per un errore, ma per la sua potente presenza.
Â
Racconta Elisa Di Dio protagonista e autrice;
Â
“Medusa lavorava dentro di me giaÌ€ da diversi anni. Sentivo l’esigenza di dare voce a una figura dimenticata, sacrificata, usata come emblema di terrore quando in realtaÌ€ eÌ€ solo una delle infinite vittime di un sistema che assolve i potenti e punisce i fragili. Il suo racconto eÌ€ un gesto politico, un atto poetico, un processo di trasformazioneâ€.
Â
Â
6 agosto – Teatro greco di Morgantina (En) – Barbablùfest
24 agosto – Castello di Sperlinga (En) – Teatri di Pietra
28 agosto – Tripi (Me) – Festival dei Due Mari
29 agosto – Solanto (Pa) – Contemporaneo Itinerante
Â
Medusa. Mostro · Madre · Mistero Regia Filippa Ilardo e Dario La Ferla Drammaturgia di Elisa Di Dio e Filippa Ilardo Produzione Compagnia dell’Arpa
Â
Qui sotto un'immagine  di scena












