Nel Parco delle Madonie esiste una varietà di specie animali e vegetali senza eguali sull’isola e con poche corrispondenze nell’intero bacino del Mediterraneo.
Si va dagli alberi monumentali vecchi di secoli ai fiori rari come la viola dei Nebrodi, dai ricci ai daini e ai grifoni, una specie che era scomparsa ed è stata reintrodotta a partire dal 2021.
. Museo Naturalistico Minà Palumbo di Castelbuono, ha da poco cambiato pelle grazie a un intervento dello studio Dotdotdot, già autore di numerosi allestimenti museali e lavori di interaction design.
Una app ora permette al visitatore di muoversi liberamente all’interno delle sale attivando diversi contenuti, inoltre due diorami digitali trasportano nella realtà del parco, a caccia di piante e animali.
L’accessibilità è il perno intorno al quale si è sviluppato l’intervento dello studio: le teche e i pannelli informativi, per esempio, sono posizionati a un’altezza tale da poter essere letti anche da chi si sposta in carrozzina, mentre le informazioni scritte e le immagini sono affiancate da riproduzioni tridimensionali dei reperti e testi in braille.
Quanto ai diorami, portano dentro al museo cose che senza l’aiuto della tecnologia sarebbe impossibile proporre tra quattro mura: ad esempio l’esperienza dei raccoglitori di manna, una risorsa così tipica del luogo da essere considerata un patrimonio immateriale a rischio di estinzione e riconosciuta come tale dall’UNESCO.
Questa volta i fondi del PNRR sono stati spesi bene
https://www.museonaturalisticominapalumbo.it













