Comunque lo si voglia giudicare, a prescindere dai risultati che otterrà, è un gesto di coraggio.
Così si è espresso pochi giorno fa l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice:
“La condanna dell'attentato del 7 ottobre è unanime come rifiuto di ogni forma di antisemitismo. Oggi però siamo di fronte a un progetto dichiarato di genocidio e deportazione con la fine di ogni possibilità di costruire lo stato di Palestina. Siamo chiamati a reagire di fronte a tutto questo come donne e uomini che vogliono essere fedeli al senso dell'umano. In nome del Vangelo della pace sento il dovere di dire no a tutto questo e porre segni di speranza. Il Global Sumud Flotilla è uno di questi segni”.
Non ci poevano essere parole migliori per spiegre cosa sta succedendo.
Ieri dunque sono partite dal porto Siracusa 3 imbarcazioni dirette alla rada di Augusta, dove ad attenderle c'erno altre 15 imbarcazioni.
In tutto 120 persone dall'Italia e 45 tonnellate di aiuti e circa 600 attivisti che proveranno ad arrivare per dare aiuto a una popolazione ridotta allo stremo.
Alla Marina di Ortigia, a Siracusa, c'è stato un presidio organizzato dal Comitato Siracusano per la Palestina per salutare la partenza delle barche e una conferenza stampa a cui sono intervenuti giornalisti e attivisti in partenza tra cui: Maria Elena Delia, portavoce Gmtg e componente del comitato direttivo Global Sumud Flotilla; Simone Zambrin, Freedom Flotilla; Stefano Rebora, Music for peace; Abderrahmane Amajou, Action aid Italia; Annalisa Corrado, europarlamentare Pd; Marco Croatti, parlamentare M5s; Benedetta Scuderi, europarlamentare Avs.












