Il progetto è curato da Fulvio Di Piazza si configura come un'indagine sul rapporto ideale lega l’artista spagnolo Andrés Aparicio) e il pittore palermitano Andrea Di Marco sulla percezione del capoluogo.
Appartenenti a generazioni diverse e caratterizzati da linguaggi pittorici distinti, Aparicio e Di Marco condividono una sensibilità affine nello sguardo attratto dal paesaggio urbano.
L'attenzione è rivolta agli aspetti marginali e apparentemente insignificanti della città, che divengono, nella loro pittura, luoghi privilegiati per una lettura critica e lirica dello spazio urbano.
Le opere restituiscono una composizione che si articola attorno alla percezione della città come archivio di tracce invisibili e memorie sommerse, che emergono nei dettagli residuali del quotidiano.
Al centro della Chiesa Aparicio presenta un’installazione pittorica concepita come un suq contemporaneo, luogo di scambio simbolico e culturale, che dialoga con le tele di Di Marco poste tutt’intorno.
L'esposizione inaugura giovedì 16 ottobre alle ore 19.00 nella Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani, via Argenteria, 33_ sino al 5 dicembre.
Chi è Andrés Aparicio (Villarrasa, 1989), ha conseguito la laurea presso Università di Siviglia (2020), trascorrendo l'ultimo anno all'estero presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo attraverso una borsa di studio Erasmus. Attualmente lavora tra Villarasa e Siviglia, la sua ricerca visiva è caratterizzata dalla pratica della carpenteria, attività a cui è stato introdotto fin dall’infanzia nella bottega familiare. Le sue opere sono state presentate e promosse in numerose mostre personali e collettive
Chi è Andrea Di Marco nasce nel 1970 a Palermo. Studia all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove stringe legami con altri artisti palermitani come Fulvio Di Piazza e Alessandro Bazan. Insieme a loro e a Francesco De Grandi farà parte della cosiddetta Scuola di Palermo. Espone in Italia e all’estero (Bruxelles, Berlino, Stoccarda, Houston, Düsseldorf), partecipa alla XV Quadriennale di Roma e vince il Premio Fabbri. La sua consacrazione arriva con la mostra Palermo Blues (2001) e, nel 2011, con Almanacco o Diario per il diletto Comune alla GAM di Palermo. Scomparso prematuramente nel 2012, le opere dell’artista continuano a essere oggetto di attenzione critica e museale.
nella foto di copertina Di MArco. Qui sotto Aparicio












