
Manca da qualche anno dal capoluogo siciliano questo artista.
E bene fanno dunque le Officine Bellotti a dedicargli questa esposizione.
Fabio Sciortino è un altro tra quegli artisti siciliani che merita molta più attenzione di quella ricevuta sino ad ora sull'isola.
L’esposizione è composta da un notevole corpus di opere pittoriche, disposte tra i locali del pianterreno e le grandi sale espositive del piano superiore, e da un’installazione site specific collocata nell’ex magazzino delle carte appartenuto alla ditta De Magistris-Bellotti.
Quest’ultima dà vita a un giardino di vetro, fragile e inaccessibile, che si presenta come un’aiuola selvatica dove germinano specie meravigliose e artificiali, punteggiate da gemme imperfette e da riflessi iridescenti.
Le opere del ciclo pittorico, d’altro canto, propongono un viaggio attraverso terre e paesaggi misteriosi che si compie per sequenze, coprendo la produzione degli ultimi anni, tra inchiostri su carta, oli su tavola e pittura su tela.
Così introduce l'esposizione Sciortino
“I miei paesaggi sono campi di energia che non risponde a leggi fisse, né finalizzate, . Attingono alla realtà, ma non sono realistici, sono magma che nasce da pulsioni interiori come dalla tensione reattiva degli agenti chimici che entrano in gioco nel loro stesso processo generativo”.
MATERIA VIBRANTE di Fabio Sciortino, Officine Bellotti via Antonio Gagini 31, Palermo_Sino al 10 gennaio
Chi è Fabio Sciortino. Nato a Monreale (1971), dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Palermo ha praticato molteplici attività laboratoriali, specializzandosi nelle tecniche della ceramica e dei materiali lapidei. Ha progettato e realizzato allestimenti espositivi in collaborazione con il Comune di Palermo ai Cantieri Culturali della Zisa e operato in qualità di scenografo in ambito cinematografico e teatrale con diversi autori, tra i quali i registi Daniele Ciprì, Franco Maresco e Roberta Torre. La ricerca e la pratica artistica nel campo della pittura, della scultura e dell’installazione da sempre lo hanno portato a sperimentare la poetica dei materiali, analizzandone il valore espressivo e soggettivo.


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