
L’eroina classica Antigone, che nell’omonima tragedia di Sofocle innescava il conflitto tra il potere degli uomini e le leggi divine, è qui una giovane donna che, stanca di tutte le narrazioni sul suo conto, prova a raccontare in prima persona la propria storia.
Rovistando nel mare di pagine scritte su di lei, Antigone seleziona le parole da far pronunciare ai diversi personaggi coinvolti nella tragedia: Creonte, Ismene, Emone…
Ne viene fuori un punto di vista inedito della vicenda mitica raccontata nel V secolo a.C., grazie al quale scopriamo come le dinamiche del potere non cambino in un mondo che torna indietro anche quando va avanti.
Così introduce Rosario Palazzolo:
"Antigones (...) è stato frutto del caso, come si dice, che mi ci imbattessi, e io credo parecchio nel caso, invero, e anche nelle cose a caso, credo, e non mi sforzo mai di individuare una traiettoria comprensibile, e pure mi illudo della sua esistenza, e pure la pretendo invisibile, e pure sta lì, eccola, e pure smettila di indagare, Palazzolo, mi dico.
Mi ha beccato una mattina, mentre pensavo ad altro, e ho dovuto afferrarlo di sguincio, affinché non sfuggisse (..) e nel mentre che si dipanava un senso che sentivo nuovo, nasceva in me la consapevolezza che avrei detto del vecchio, del consunto, ma dell’ancora irrisolto.
Mi pareva un cruciverba, e io un giocatore cecato – ah, ci sarà anche Tiresia –.
Sarei ma riuscito a completarlo? Mi sono detto: va bene, proviamoci"
Ha senso quel che dice Palazzolo? Non ha nessuna importanza. Il suo lavoro appare sempre straordinario quando stai seduto in platea: è questo che conta davvero.
Antigones. L’ultimo giorno di infelicità (primo studio) di Rosario Palazzolo. Teatro Biondo Palermo, Sala Strehler 27 dicembre 2025, ore 21 e 28 dicembre 2025, ore 17











