Tra gli altri luoghi coinvolti nel processo di riattivazione c'è il Palazzo di Lorenzo e i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa, il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, il Teatro e le grandi opere urbane di Pietro Consagra, il Baglio Di Stefano, il MAC Ludovico Corrao, e il Grande Cretto di Burri.
Tra le motivazioni che hanno eletto Gibellina all’unanimità Capitale italiana dell’Arte contemporanea, si annoverano la capacità di riattivare uno straordinario patrimonio artistico, con opere che coniugano presente passato e futuro. La volontà di coinvolgere i giovani e di stringere collaborazioni con istituzioni pubbliche e private, italiane e internazionali. La sua essenza di città opera e una città da abitare.
Il programma annunciato prevede mostre, residenze, eventi e attività incentrati sul valore sociale dell’arte come strumento di rigenerazione e bene comune.
Dopo la pessima figura di Agrigento capitale della cultura italiana 2024 sarà questa la manifestazione di portata almeno nazionale del riscatto?
Sebbene i programma non sia ancora conosciuto nel dettaglio è necessario essere ottimisti
Di ottimismo per questo 2026 ne abbiamo davvero bisogno tutti.











