
È il traditore per eccellenza Giuda.
Sono qui ricostruiti i passaggi fondamentali della vita di Giuda, dall’incontro con Gesù, il “folle visionario” sul quale nutre i primi dubbi, fino al giorno in cui smise di ragionare e seguì l’istinto: si convinse che Gesù era davvero il figlio di Dio, e lo amò più di tutti gli altri apostoli, arrivando a tradirlo affinché potesse compiersi il disegno divino.
Quando Gesù non ricorre ai poteri per salvarsi, perdendo l’occasione per dimostrare la sua natura divina, Giuda, realizza che è solo un uomo e folle.
Se solo Gesù avesse spiegato, senza ricorrere a incomprensibili metafore, il “mistero della resurrezione”, Giuda forse non si sarebbero smarrito.
Con l’apparizione” il mistero fu svelato agli altri, ma non all’iscariota, che si era già suicidato, distrutto dal rimorso per aver sacrificato inutilmente l’amico.
Giuda è uomo che, sentendosi ingiustamente discriminato da secoli, si ribella alla coscienza collettiva che lo ha fatto diventare “il traditore”.
Così commenta il regista Leonardo Petrillo:
«Ma il mio Giuda non ha perso la speranza, è tornato a dirci che la sua condanna non è eterna; finirà quando, come ci ha insegnato Papa Francesco, “orgoglio, cupidigia e vanità, le radici del male, saranno estirpate e l’uomo non sarà più prigioniero del pregiudizio”».
Noi lo spettacolo non lo abbiamo visto: ne diamo notizia perché non è cosa comune.
Una lettura di questo genere appare davvero impegnativa.
Stand up for Giuda scritto e diretto da Leonardo Petrillo con Ettore Bassi -Teatro Biondo- Sino al 18 gennaio 2026 www.teatrobiondo.it
(foto Paola Panatta)











