Gino Morteo e Gianni Occhipinti: questi i nomi dei due sub che nel 1988 in contrada Bulala, a circa un chilometro dal molo Anic del Petrolchimico si imbattono nel grande relitto mercantile d’epoca arcaica che è, fruibile dal pubblico nel neonato museo.
Le esplorazioni dei fondali iniziarono subito, con 5 campagne di scavo tra il 1989 e il 1992.
Il recupero si è concluso con l’emersione della poppa e della porzione di chiglia sopravvissuta. L’imbarcazione misura 17 x 4,30 metri.
Sono passati molti anni ma ora il Museo dei relitti ha l’ambizione di
diventare polo attrattivo per il turismo culturale.
L’edificio si articola in un grande corpo centrale dedicato alla nave, preceduto da una sala d’ingresso ottagonale e altri piccoli corpi giustapposti, destinati ad attività didattiche e uffici.
La copertura in legno lamellare restituisce la forma di una carena rovesciata, mentre un ballatoio percorre tutto il perimetro, consentendo una strepitosa visione dall’alto.
Una cupola centinata convoglia la luce zenitale nell’atrio, punto di snodo dell’intero complesso.
È infine firmata dagli artisti Studio Azzurro una saletta immersiva, con lightbox e proiezioni interattive.
Partita forse da Siracusa, prima della fatale tempesta, l’imbarcazione mercantile ha dischiuso una gran numero di reperti: 130 contenitori –principalmente anfore vinarie, ma anche olearie
Quindi ceramiche attiche, vasi di imitazione ionica piccole are votive, lucerne, coppe, suppellettili varie.
La nave oggi esposta non è l’unica ritrovata tra gli abissi nei dintorni di Gela.
Una seconda imbarcazione, di età più tarda (V Sec. a. C.), fu scoperta nel 1990, a un chilometro dalla prima. Grande 15×5 metri, giaceva a circa 6 metri di profondità, anch’essa coperta da uno strato di grosse pietre, identificato come la zavorra presente a bordo.
Nel 1995 venne intrapresa una prima ampia indagine subacquea, ma le operazioni di recupero sono iniziate solo nell’estate del 2024.
Non appena l’iter sarà compiuto, anche questa nave verrà assemblata ed esposta insieme alla prima, nel corpo centrale del museo.
Altri reperti sono stati individua nell' area: tra questi due elmi corinzi e alcune ceramiche, ma soprattutto un tesoro di 39 lingotti di oricalco (dal greco oréichalkos, “rame della montagna”), metallo simile all’ottone di cui non era mai stata riscontrata la presenza.
Museo dei relitti greci, Ingresso area archeologica “Bosco Littorio” 93012 Gela CL













