Riceviamo e volenieri pubblichiamo nella giornata della donna questo omaggio dell'Accademia della lingua Siciliana:
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"La figura della Nina Siciliana â conosciuta anche come Nina da Messina o âMonna Ninaâ â resta una delle piĂš affascinanti e misteriose della poesia medievale.
Di questa autrice in lingua siciliana, attiva alla fine del XIII secolo, non conosciamo nĂŠ il nome completo nĂŠ il cognome, e neppure il luogo di nascita. Â
Sulla reale esistenza della Nina Siciliana gli studiosi si sono divisi per secoli.
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I dubbi sulla storicitĂ di Nina non derivano soltanto dalla scarsitĂ di dati documentari, ma probabilmente anche dalla difficoltĂ , per alcuni studiosi del passato, di accettare che una donna potesse, in unâepoca di diffuso analfabetismo femminile, passare da oggetto a soggetto della poesiaâ.
Eppure, pochi decenni prima, nel sud della Francia, un gruppo di circa venti poetesse â le trobairitz â aveva cantato con successo la finâamors al femminile.
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La loro esistenza è oggi accertata senza margini di dubbio.
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Non è difficile notare una certa affinitĂ tra lâunico componimento giunto fino a noi di una trobairitz, Alamanda de Castelnau, e la produzione attribuita a Nina Siciliana.
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Se Nina è realmente vissuta, è plausibile che conoscesse i testi delle sue colleghe provenzali, che â come quelli dei trovatori â circolavano nelle corti e negli ambienti colti della Sicilia del XIII secolo.
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Inoltre, fino al 1930, nella chiesa palermitana di San Domenico â il Pantheon dei siciliani illustri â un monumento la celebrava con i versi di Agostino Gallo, che la definiva âornamento del siculo Parnasoâ e âastro dâamor nel ciel sicanoâ, ricordando come la sua fama avesse acceso lâinteresse del poeta toscano Dante da Maiano.
La sua importanza nella storia letteraria è notevole: sarebbe la prima donna, di cui si abbia notizia, a poetare in volgare nel territorio che oggi fa parte dello Stato italiano.
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Di lei possediamo un sonetto conservato nella raccolta "Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani", stampata dai Giunti nel 1527 e nota come âGiuntina di Rime Anticheâ, che contiene anche i componimenti del suo Dante da Maiano."Â












