Si tratta di un ulteriore tassello che questo strordinario commediografo, qui anche in veste di regista, porta avanti sui rapporti tra realtà e immaginazione, tra la concretezza di un mondo crudo e spesso insostenibile e la creazione artistica.
A dare corpo alle suggestioni dell’autore sono una madre, interpretata da Simona Malato, una figlia, Chiara Peritore e una voce seduta tra il pubblico, Delia Calò, che tiene le fila tra realtà e immaginazione.
La ragazza è in stato vegetativo da anni; solo in determinati momenti si sveglia concedendo alla madre un barlume di speranza, ma forse è solo il potere dell’immaginazione a dare corpo a un desiderio profondo.
Il pubblico qui diventa un comprimario silenzioso al quale la donna si rivolge – con la lingua informe, surreale, ironica e penitente propria della scrittura di Palazzolo – per cercare conforto, nel tentativo di condividere la responsabilità di un fardello troppo pesante da reggere.
Torna nella Sala Strehler del Se son fiori moriranno, scritto e diretto da Rosario Palazzolo_Teatro Biondo di Palermo, dal 29 aprile al 2 maggio www.teatrobiondo.it
Nell'immagine Simona Malato nel ruolo della madre












