Dal 12 al 17 maggio il simposio nomade denominato Scuola di Santa Rosa, in sintonia con il carattere collettivo che la contraddistingue, si è aperta alla formula della residenza con uno sviluppo itinerante che toccherà più siti, tra cui il Sistema delle piazze e l’ex chiesa di Gesù e Maria.
Terminata la residenza è stata realizzata una mostra/installazione di restituzione presentata il 14 maggio negli spazi dell’ex chiesa di Gesù e Maria, luogo simbolico della città e centro nevralgico della attività di Gibellina capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
L’opera/installazione è espressione dell’idea per cui nella Scuola di Santa Rosa “sbocciano disegni che non sono solo disegni perché nel momento in cui nulla vincola durevolmente il tempo la Scuola prende corpo, si fa opera”.
L’intervento nell’ex Chiesa di Gesù e Maria è fruibile anche il 15 e il 16 maggio dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Che cosa è La Scuola di Santa Rosa. Ideata e fondata da Francesco Lauretta e Luigi Presicce nel 2017, è un progetto artistico itinerante e informale di disegno libero e condiviso. Non è una scuola accademica ma un momento di incontro, di dialogo e di contemplazione. Chiunque può partecipare unendosi per disegnare e confrontarsi. Senza una sede fissa, la scuola si sposta e si appropria di luoghi sempre diversi come bar, musei, cortili storici o spazi pubblici, diventando una sorta di residenza itinerante.
Chi è Luigi Presicce (Porto Cesareo 1976) adotta diverse pratiche artistiche, tra cui la pittura, la scultura, la performance, la scrittura e la curatela, di evidenziare aspetti scenici legati al mito, le religioni, i riti, l’evoluzione della razza umana, l’attraversamento delle culture popolari tra di esse, in un continuo rincorrere le origini, proprie e dell’essere umano in generale.
Chie è Francesco Lauretta (Ispica, Ragusa, 1964). Dopo gli studi a Venezia si trasferisce a Torino, dove comincia a esporre le prime opere olfattive e, grazie alle insistenze di Guido Carbone, esordisce come pittore con Valori Plastici nel 1999. Nel 2008 si trasferisce a Firenze dove ancora vive e lavora. Lavora video, performance, installazioni, scrive i Racconti funesti, pubblica Racconti di traverso, ma la pittura rimane la sua ossessione.
Nella immagine di copertina Lauretta e Presicce. Qui sotto l'installazione formata da disegni espressi durante le innumerevoli sedute della Scuola













