
E' uno degli artiisti che SudStyle segue con più assiduità
Questa volta anticipiamo la sua trasferta presso l'Istituto italiano di Cultura a Marsiglia.
Il visitatore entra in una stanza oscurata, dove compare una fotografia retroilluminata e una voce che l'accompagna.
Non è la prima immagine che si incontra. È l’ultima. E proprio per questo, forse, la più difficile da dimenticare.
È la sagoma di Jennifer un’immagine retroilluminata che non conclude semplicemente il percorso, ma ne concentra il significato.
Pensata come una stanza immersiva, la sezione finale dell'esposizione Oiriri trasforma la luce in elemento narrativo.
La retroilluminazione restituisce intensità e profondità all’immagine, amplificando la presenza di Jennifer nello spazio e costruendo una relazione visiva diretta con il pubblico.
La fotografia non appare soltanto espostasi impone come presenza viva, fragile e potente insieme.
Ad accompagnare l’installazione c'è intervento sonoro originale realizzato da EssereNero, realtà che ha collaborato al progetto attraverso la scrittura, registrazione e produzione di un testo in prosa pensato specificamente per quest’opera.
La componente audio avvolge il visitatore e amplifica la dimensione emotiva dell’esperienza, costruendo una stratificazione percettiva in cui immagine, luce e voce si intrecciano in un unico dispositivo immersivo.
Jennifer è una ex vittima della tratta di esseri umani, la sua storia attraversa il cuore del progetto di Bellina, che nel corso degli anni ha accompagnato e sostenuto il suo percorso di uscita dal sistema di sfruttamento.
L'eposizione nasce da una ricerca sviluppata tra il 2016 e il 2020 tra Sicilia, Nigeria e Africa occidentale e affronta con rigore uno dei fenomeni più complessi del presente, spostando lo sguardo dalle conseguenze alle origini della tratta di esseri umani. Il titolo stesso della mostra
Oriri, parola della lingua Bini che significa “spiriti” o “incubi”, richiama le dimensioni invisibili che accompagnano le traiettorie migratorie e le forme profonde di assoggettamento psicologico e spirituale.
Attraverso fotografie, video e testimonianze, Bellina costruisce una narrazione che evita ogni spettacolarizzazione del dolore, scegliendo invece di restituire complessità e dignità alle storie individuali.
ORIRI di Francesco Bellina_A cura di Rosa Cascone_ Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia, 6 rue Fernand Pauriol, 13005 Marsiglia_Inaugurazione: 27 maggio 2026, ore 18.00_sino al 17 luglio
Chi è Francesco Bellina. Trapani, 1989 vive a Palermo. Il suo lavoro artistico si concentra principalmente su questioni socio-politiche contemporanee con particolare attenzione al tema della migrazione.











