La mostra presenta i lavori realizzati all’interno dei laboratori diretti da operatori culturali e artisti che hanno coinvolto le scuole primarie dell’istituto comprensivo Manzoni Panepinto e le associazioni che operano in città.
Si sono alternati all’interno del progetto Cristina Bortolozzo, Jonida Xherri, Giovanni Gaggia, e Domenico Pellegrino.
Cristina Bortolozzo, ha previsto la formazione degli insegnanti ai nuovi metodi di apprendimento delle dinamiche artistiche attraverso un breve corso con laboratori pratici sperimentati da Bruno Munari. Il metodo "Giocare con l'arte", come viene inizialmente chiamato, suscita un enorme interesse, sia in Italia sia all'estero e si propongono di insegnare ai bambini come si guarda un'opera piuttosto che leggerne solo il contenuto o il messaggio. La seconda fase del progetto ha visto la partecipazione di un gruppo di bambini delle scuole primarie dell’istituto comprensivo Manzoni/Panepinto
L’artista albanese Jonida Xherri ha indirizzato il suo progetto agli allievi delle scuole medie del territorio, partendo dall’intreccio di due simboli: la casa e la farfalla. La casa simboleggia il rifugio, l’identità e interiorità, funziona come confine tra il sé e il mondo esterno, offrendo protezione e sicurezza, ma può anche rappresentare la libertà e l'opportunità di creare un proprio spazio. La casa è vista come un nido, un luogo di riparo fisico e psicologico che protegge dall'esterno, è un riflesso di chi siamo e del nostro modo di vivere.
Giovanni Gaggia, artista pesarese, ha seguito la realizzazione di due opere distinte e complementari – un’opera sonora corale e un’opera tessile collettiva – entrambe radicate nel tema dell’acqua e costruite con il contributo diretto della comunità di Santo Stefano Quisquina. L’opera si compone di 40 voci di cittadini, ignuno dei quali racconta una storia legate all’acqua. L’opera tessile ha preso forma prima attraverso la raccolta di tessuti blu donati dalla comunità, che sono stati assemblati e lavorati collettivamente durante la residenza artistica. I due progetti convergono in un’unica esperienza in cui suono, materia e gesto comunitario si intrecciano nel segno dell’acqua quale bene comune irrinunciabile. le opere sono state realizzate con le associazioni della città.
Domenico Pellegrino, ha proposto il tema della luce all’interno del suo laboratorio realizzato con i ragazzi delle classi 3A e 3B della scuola media di Santo Stefano Quisquina, proponendo la costruzione di una luminaria a forma di rosa per Santa Rosalia. La rosa non è stata scelta soltanto come forma estetica, ma come simbolo. Santa Rosalia rappresenta per Palermo e per la Sicilia un’immagine di protezione, resilienza e rinascita. I ragazzi hanno attraversato le fasi fondamentali del fare artistico: il disegno iniziale, la comprensione della struttura, la costruzione dell’ossatura del manufatto, la composizione degli elementi decorativi, l’assemblaggio, la relazione tra pieni e vuoti, fino all’accensione finale.
Giocare con l'arte_Legnaia dell'eremo della Quisquina_Coordinamento Enzo Fiammetta Inaugurazione venerdì 5 giugno ore 12.00_Fino al 6 settembre












