È presso il Tribunale del capoluoogo che il Museo Civico di Castelbuono presenta trenta opere della serie fotografica dell’artista Maria D. Rapicavoli dei faldoni del Maxiprocesso.
Il progetto nasce in ragione della necessità di riaffermare il valore della memoria del Maxiprocesso attraverso l’azione delle istituzioni culturali e l’arte contemporanea, con un programma di iniziative pubbliche, promosse dal Museo Civico di Castelbuono, nel quarantesimo anniversario dalla sua celebrazione (1986-2026).
Così presenta l'iniziativa Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono:
"Come museo pubblico, oggi riflettiamo sul ruolo attivo che le istituzioni culturali possono assumere nella costruzione di una società più consapevole, responsabile e partecipata. In Sicilia, questa responsabilità assume un significato ancora più profondo: qui la memoria del Maxiprocesso continua a essere custodita, riletta e trasmessa alle nuove generazioni, trovando nell’arte contemporanea uno strumento potente di interpretazione, dialogo e diffusione".
Incontri pubblici, coinvolgimento delle scuole, interviste ai protagonisti delle vicende, attività espositive e una campagna di comunicazione on line, restituiscono il significato storico, giuridico e sociale vivo e presente di un momento decisivo che ha segnato la storia italiana del secondo Novecento.
L’immagine “monumentale e documentale” delle fotografie di Maria D. Rapicavoli cha ha “ritratto” i faldoni del Maxiprocesso, mostra l’immane lavoro dietro l’enormità di dati, verbali degli interrogatori dei collaboratori di giustizia, intercettazioni, documentazione relativa alle attività di Cosa Nostra, nell’istruttoria condotta dal pool antimafia coordinato da Giovanni Falcone.
L’opera è però destinata in futuro a viaggiare altrove, con l’impegno del Museo che “non vada mai in deposito”, così come la memoria non può essere riposta. Il viaggio di questa opera prevede tappe che includono il Tribunale di Trapani e altri luoghi in Italia e all’estero.
Le trenta fotografie entrano nella collezione permanente del Museo Civico.
Il PROGRAMMA
26 giugno 2026, Palazzo di Giustizia di Palermo
ore 11.00 – Anteprima stampa
ore 17.00 – Presentazione del progetto, aula conferenze
Saluti istituzionali:
Lia Sava, Procuratrice generale della Corte d’Appello di Palermo, Giampiero Cannella, Sottosegretario alla Cultura, Gerardo Villanacci, Presidente della Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Introduzione:
Antonio Balsamo, Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani, Laura Barreca, Giovanna Fiume, curatrici del progetto.
Interventi:
Giuseppe Ayala, Fiammetta Borsellino, Ignazio De Francisci, Leonardo Guarnotta, Paola Maggio, Alfredo Morvillo.
ore 18.30 – Inaugurazione dell’installazione fotografica, Primo piano, Palazzo di Giustizia di Palermo
Chi è Maria Domenica Rapicavoli (Catania nel 1976). Vive e lavora a New York. La sua ricerca spazia tra fotografia, video, scultura e installazioni ambientali. Al centro della sua poetica ci sono le strutture di potere, l’invisibilità, la geopolitica e l’impatto dei sistemi economici e militari sulla vita quotidiana.
MAXIPROCESSO_Fotografie di MAria Domenica Rapicavoli_ A cura di Laura Barreca e Giovanna Fiume. Dal 26 giugno al 30 settembre. Tribunale di Palermo, Piazza Vittorio Emanuele Orlando, 1













