Abbiamo dato notizia della collezione "Vacanze siciliane" presentata da Domenico Dolce a Milano
https://www.sudstyle.it/blog-detail/post/619913/il-nuovo-show-di-domenico-dolce-per-la-fashion-week
Ieri alle 14.00 il calendario della Fashion week ha previsto la presentazione della collezione maschile di Prada. Un evento felice che Sabina Albano, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Catania commenta qui di seguito per SudStyle:
"Questa Prada parla molto la lingua di Raf Simons: la lingua delle sottoculture da cui tutto ha avuto inizio.
Una scatola bianca, pavimento trasparente e tubi al neon bianchi, a vista.
“Mod is clean living under difficult circumstance”: questo adagio tipico della cultura Mod si adatta perfettamente alla sfilata.
L'allestimento era sospeso, asettico, perfetto per sostenere le contaminazioni.
Sono emersi riferimenti a Quadrophenia e al punk, le trecce infantili di Kurt Cobain, le camicie aderenti di pelle nera ed i capelli di Robert Mapplerthorp nel celebre Self portrait del 1980.
Linee asciutte, a volte striminzite come le gambe sottili di chi le indossa.
Piccole parti di epidermide scoperta separano il sopra dai pantaloni, spesso taglio jeans.
Aderenti e corti alle caviglie, almeno 2 centimetri sulle scarpe tipiche dello lo stile Mod comanda.
Gilet corti, in maglia portati a pelle, fantasie jacquard geometriche.
E geometrie su jeans stampati, su foulards infilati nei passanti come cinture.
Stampe geometriche: è finito il tempo dei fiori.
Colletti allacciati fino all’ultimo bottone e trasparenze bianche asettiche anche se usate per i pantaloni, ricordano il vinile tardo punk.
Tasche e cuciture a vista: niente si nasconde tutto si definisce con rigore.
Spesso i colori (bianco o nero) e le pulite forme ci parlano di Helmut Lang e Jill Sander.
Lo fanno anche i riquadri bianchi o verde acido sulla schiena dei giubbotti neri di pelle.
Il colore è pieno e acido.
Quasi sempre c'è un piccolo borsello attaccato ai passanti dei jeans. A volte è sostituito dalle parti finali delle bretelle maschili: un ricordo della sartoria fine 1950?
Gli occhiali da sole - quando ci sono- sono divisi esattamente a metà: due montature, due lenti accostate, diverse.
È una duplice visione o essere a cavallo tra subcultura differenti?
Intanto il triangolo, il marchio “no logo” cammina sugli abiti: il suo dove è molteplice.
Il tappeto sonoro?
Si parte da Binario 9. 3/4 di Harry Potter per raggiungere i Van Halen che forse avrebbero indossato le alte cinture cuoio o argento delle prime uscite.
C’è il tardo Mod de The Jam di Paul Weller e il punk che si dissolve nella chiarezza delle combinazioni di pochi elementi
Si chiude con Eisamer Hirte di Last & Zamfir
L’underground è una lama sottile che parla di neon bianchi filtrati dal plexiglas.
"Mod è vivere pulito in circostanze difficili".
Lo show di Prada qui https://www.youtube.com/watch?v=KITyGkFo-MI
Nelle foto qui sotto un particolare di Self portrat di Robert Mapplethrope e he jam con Pail Weller

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