Dal 27 agosto al 27 settembre, la 14ª edizione dal titolo Archetipi Mediterranei, segna un momento importante nella storia del Festival.
Nuova la direzione artistica di Alessandra Mauro — direttrice editoriale di Contrastobooks — il Festival consolida un’evoluzione naturale.
Il tema di quest’anno, propone una riflessione aperta sul rapporto tra il Sud Italia e il resto del mondo.
Autrici e autori italiani e internazionali dialogano qui per restituire identità vive, memorie collettive e storie capaci di raccontare la complessità dovuta alla crisi demografica, ai cambiamenti climatici, alla fragilità ambientale, alle migrazioni.
Il programma comprende 12 mostre diffuse tra palazzi barocchi, chiese sconsacrate e i giardini di Ragusa Ibla: sei di queste sono produzioni inedite, lavori commissionati, sviluppati e prodotti direttamente dal Festival.
Qui di seguito l'elenco:
Niscemi. Un racconto. Realizzato in esclusiva per Ragusa Foto Festival da Alessio Mamo sarà in mostra a Palazzo La Rocca, il progetto documenta e osserva non la spettacolarizzazione della frana del gennaio 2026, ma una comunità che si riorganizza e continua a immaginare il proprio futuro.
Piazza Bella Piazza. Produzione originale del Festival dedicata alle piazze italiane intese come luoghi di identità: si tratta una grande mostra collettiva che si apre con un prologo d’autore affidato alle opere di Enzo Sellerio, Gianni Berengo Gardin, Roberto Koch e Lorenzo Cicconi Massi, cui si affiancano i lavori inediti di quattro fotografi italiani – Tommaso Ausili, Diana Bagnoli, Francesco Bellina e Irene Starita – che hanno attraversato il Paese fotografando le piazze contemporanee.
La pietra che ha fatto Ragusa. Per la terza edizione della residenza d’artista, a Palazzo La Rocca si presenta il lavoro di Anna Di Prospero che durante la sua permanenza a Ragusa ha reinterpretato attraverso il proprio sguardo le aree industriali iblee legate alla figura di Cesare Zipelli – ingegnere, economista, filantropo e appassionato d’arte – protagonista del grande passato imprenditoriale del territorio ibleo.
L’omaggio ai grandi artisti quest’anno è dedicato a Massimo Vitali e alle sue Spiagge d’Italia – vero archetipo della nostra contemporaneità mediterranea. Si tratta di una selezione di immagini di grande formato, esposte nei principali musei e fondazioni internazionali,allestita nella chiesa sconsacrata di San Vincenzo Ferreri.
“Dall’altra parte del Mediterraneo” è la sezione ospitata a Palazzo Cosentini, che apre il dialogo verso i territori vicini con cui condividiamo il nostro mare e la nostra cultura.
Saluti dal Mousganistan. È il progetto di Mous Lamrabat, fotografo di origine marocchina cresciuto in Belgio, collaboratore di Vogue Arabia e GQ Middle East. Il suo lavoro, ironico e sottile, intreccia cultura nordafricana, immaginario pop e fotografia fashion per riflettere sui temi dell’identità e dell’appartenenza.
Under the Sand. Tra le voci più riconosciute della fotografia tunisina contemporanea, Zied Ben Romdhane, fotografo dell’Agenzia Magnum, indaga i contrasti tra le zone costiere e l'entroterra della Tunisia. Il progetto Under the Sand mostra l’avanzare della desertificazione nel sud della Tunisia e il modo in cui il paesaggio trasforma la vita delle comunità locali, nel fragile equilibrio tra essere umano e natura.
The Messengers. Evangelia Kranioti, artista e regista di origine greca che vive in Francia, nel suo progetto di lungo periodo mette in dialogo figure archetipiche della mitologia, come Hermes, divinità dei viaggi e degli attraversamenti, e la contemporaneità, silenziosa e marginale, delle nostre città. Ne emerge una riflessione sul fenomeno della migrazione e sul ruolo dei migranti come “messaggeri del presente”.
Blank. Therese Debono, fotografa e docente maltese, documenta come i paesaggi e gli ambienti costruiti portino le tracce delle storie sociali, culturali ed emotive che li hanno abitati. Con il progetto Blank riflette sul legame tra paesaggio costruito e memoria, concentrandosi sulla trasformazione urbana di Malta.
OFF del Ragusa Foto Festival Per la sezione OFF curata da Alfredo Corrao, fotografo e docente, e realizzata in collaborazione con Fondazione Con Il Sud, è prevista la mostra diffusa fra diverse strutture ricettive di Ragusa Ibla. Una giuria ad hoc ha selezionato i vincitori tra i diversi progetti presentati in un concorso aperto a fotografi professionisti, fotoamatori, artisti visivi e appassionati, provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Premio Miglior Portfolio 2025. Completano il programma espositivo il progetto vincitore del Premio Portfolio 2025, Taranto non vuole morire di Maria Pansini: un racconto dedicato a Taranto che si declina secondo differenti sguardi, evidenziando comunque chiara volontà di resistenza.
Ragusa Foto Festival 2026 — 14ª edizione — Archetipi Mediterranei. Ragusa Ibla, Giardino Ibleo - Giornate inaugurali 27–30 agosto. Ragusa Ibla, Mostre aperte fino al 27 settembre 2026 www.ragusafotofestival.com
Qui sotto uno scatto di Massimo Vitali












