"È stata eseguita il 6 luglio l'immissione in possesso d'urgenza dei terreni sulla spiaggia di Filicudi individuati dal Comune di Lipari per la realizzazione di un impianto di dissalazione, nonostante la procedura presenti plurimi profili di illegittimità, tra vizi procedurali e assenza di fondi, essendo scaduto il termine ultimo previsto dal PNRR.
Il Comitato Civico di Filicudi ribadisce la propria contrarietà al progetto, denuncia il mancato ascolto da parte dell'amministrazione comunale di Lipari e continua a rivendicare il diritto della comunità alla tutela del proprio territorio e del proprio ambiente.
Il Comitato sottolinea, inoltre, che il ricorso alle procedure di occupazione d'urgenza non sussiste più, essendo scaduti i termini del PNRR, e che comunque non può sostituire una completa istruttoria tecnica.
Il Comitato Civico non mette in discussione la necessità di garantire l'approvvigionamento idrico dell'isola con un'infrastruttura, ma contesta l'ubicazione sulla spiaggia imposta dal Comune di Lipari per la realizzazione del dissalatore.
La localizzazione del sito è stata decisa senza un effettivo confronto con la popolazione e senza la pubblicazione degli studi tecnici e delle valutazioni che hanno motivato la scelta dell'area individuata.
Tali criticità sono state formalmente segnalate al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Soprintendenza del Mare, alla Regione Siciliana, ai tecnici del Comune di Lipari e ai Carabinieri intervenuti sul posto al momento dell'immissione in possesso dei terreni, senza che ciò abbia impedito l'avvio della procedura.
Desta ulteriore perplessità la circostanza che, essendo venuto meno il finanziamento PNRR, non risulti ad oggi chiaro con quali risorse economiche il progetto dovrebbe essere realizzato.
L'avvocato che assiste uno dei proprietari dei terreni interessati dall'esproprio ha richiesto ieri la nullità del procedimento per molteplici motivi.
Si attende adesso la sentenza del ricorso al TAR fissata per il prossimo 9 luglio e avviata dallo stesso proprietario dei terreni, il cui esproprio comprometterebbe la sua attività lavorativa gestendo un piccolo lido balneare.
Gli uffici tecnici comunali hanno peraltro annunciato l'imminente arrivo tra il 13 e il 17 luglio della ditta appaltatrice per l'avvio dei lavori, in piena stagione turistica: una tempistica che appare quantomeno illogica, se non illegittima, per un cantiere destinato alla spiaggia più frequentata dell'isola.
Non si comprende il senso di queste scelte considerato che le Isole Eolie sono patrimonio dell'UNESCO e il loro paesaggio dovrebbe essere tutelato.
In particolare, l'area di Filicudi interessata dal progetto è limitrofa alla zona archeologica di Capo Graziano e tutelata ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nonché si affaccia su una baia caratterizzata dalla presenza di praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario tutelato, nonché dalla presenza della Pinna nobilis, specie a rischio critico di estinzione, rigorosamente protetta a livello europeo.
Il progetto si configura pertanto come una concreta minaccia per l'ambiente marino e per il patrimonio archeologico sommerso, che rischierebbe di essere esposto ai reflui chimici e alla salamoia di scarico prodotti dall'impianto di dissalazione.
La Fondazione Salvare Palermo e le associazioni Italia Nostra e Marevivo si sono già schierate contro questo progetto scellerato".












