Nella mattinata del 7 giugno Chanel ha presentato la collezione Couture per l'a/i 2026-7. Forse la più riuscita tra tutte e le presentazioni della settimana dedicata alla Houte Couture.
Sabina Albano, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Catania commenta qui di seguito per SudStyle.
“Mathieu Blazy per Chanel Haute Couture F/W 2026 2027 ha raccontato una fiaba.
Anzi due: Jack e il fagiolo magico e Boucle d'or e les trois ours, dove bambini e bambine incontrano piante magiche, fiori giganti, galline fatate e orsi addormentati nelle proprie casette.
Sembra sia partito da un vecchio libro di favole appartenuto alla stessa Coco Chanel che probabilmente di favole da piccola ne ha dovuto fare a meno per rimboccarsi le maniche e costruire con fatica e genio la propria vita.
E così gli abiti, apparentemente leggeri, delicati, svolazzanti e favolosi hanno camminato tra fiori altrettanto magici ed improbabili.
Tuniche di rete ricamata, petali che sbucano da tralicci verdi, cigni applicative ricamati occhieggiano da pezzetti di lago in perline turchesi.
Impalpabili tweed ricostruiti su basi trasparenti e finestrature ricamate.
Abiti come tavolozze dove sembrano dipinti rami e tralci di piante che si attorcigliano, si sovrappongono e si arrampicano lungo il corpo.
Ma sono ricami, applicazioni, sovrapposizioni in toni di verde e quindi ricamati.
Tridimensionalità raggiunta con piccoli steli bianchi che coprono un intero tailleur, compreso un copricapo a cuffia rotondo.
Il tutto sempre fiorito, a volte in modo infantile. Il tesser del defilé ci aveva già raccontato qualcosa.
Una bambina (Coco?) tira fuori dalla tasca un fagiolo verde che inizia germogliare e fiorire in modo favoloso tanto da trasportare la bambina su per le scale fino al cielo e farla sedere sulla magica doppia C della Maison.
Allo stesso modo grovigli di fiori giganti creano la scenografia per la passerella e sostengono il soffitto.
E qui un altro frammento dal teaser: l'artista Joel Blanc disegna dal vivo la collezione Couture. Su un foglio gigante e i godet di acquerelli montati insieme, disegna al volo la scena: finalmente il disegno torna immediato.
Quell'attimo preciso. La mano dell'artista, gli abiti per la prima volta portati alla luce e Agamben.
E questo il momento perfetto della contemporaneità?
Sorrette da un tappeto sonoro pieno di frasi quotidiane, ossessive e incalzanti, appaiono gli abiti favolosi, le acconciature in riccioli composti rivestiti d'oro, camminano su tacchi botanici, miniature dei personaggi delle due favole e baccelli verdi imbottiti di perle.
C'è tutto quel che serve: il Tweed, gli Crevron, il Principe di Galles, ma ingigantiti presi impalpabili.
Tutto però è fuori misura, le borsette minuscole ci parlano di piccoli orsi addormentati, galline con tanto di uovo d'oro.
Bottoni come seggioline tacchi dall'uovo alla gallina (o era il contrario?) con farfalle smaltate e spille da balia che trattengono perle sul lato di décolleté in rete trasparente.
Abiti in rafia intrecciata/intricata come i cappelli non finiti, forse strizzando l'occhio a Bad Bunny che ha gia indossato Chanel in concerto.
E il tubino aderente completamente rivestito da catenelle, bottoni, minuterie metalliche quasi fosse l'archivio sconsiderato di un collezionista.
Il lessico di Mademoiselle Coco è rispettato, gli abiti scivolati delle flappeurs, le catene dorate con le perle.
C'è anche l'abito da sposa in pizzo bianco, ma è insieme a tutto il resto. Lunghezze alla caviglia o sotto il ginocchio, vita bassa, tessuti totalmente ricoperti di perline ricami aggiuntivi, bottoni gioiello e colletti spumeggianti.
Una tunica diritta, la linea essenziale rafforzata da un rosso vibrante con un dietro di fiori(?) azzurri, bianchi e spruzzati di altro rosso come delle piume ondeggianti.
Ogni pezzo racconta una propria storia e più lo guardi più capisci come questa leggerezza apparente sia ottenuta da una sapienza eccelsa del Savoir-faire dell'Haute Couture ritrovata.
E questa la missione di un grande couturier: devi scalare alberi giganteschi, rubare galline dalle uova d'oro, dormine sui lettini degli orsi addormentati, ammazzare orchi per arrivare alla fine della storia.
E il tappeto sonoro c'è lo ricorda di continuo. Dalla lista straniante sempre più rapida delle cose da fare in modo compulsivo su All I Ever Wanted, ai baci cercati Kiss Me, fino a Dolly Parton The Bargain Store dove tutto è a buon prezzo, magari un po' rovinato ma con un po' di amore e dei pezzi di ricambio anche questo vecchio cuore spezzato sarà un buon affare.
The Bargain Store is open, come inside.
D'altronde è una favola, anzi due"
Chi è Joel Blanc. Pittore e scultore francese (Tolone 1946) è noto soprattutto per la sua tecnica della pittura dal vivo con la quale realizza acquerelli in pochi minuti durante eventi sportivi, culturali e mondani. La sua formazione comprende studi alle Belle Arti e all’Académie Julian, dove fu influenzato da artisti come Georges Mathieu e Gen Paul, che lo incoraggiarono a sviluppare una pittura spontanea e veloce. Per la sfilata di Chanel ha prodotto su fogli bianco, in diretta opere come s trattasse di illustrare un libro di fiabe.
Nelle foto seguenti alcuni momenti della sfilata


.jpeg)
.jpeg)











