
Dal 16 luglio al 6 settembre di quest’anno si terrà a Cascais, in Portogallo, arriva la Bienal Del Agua, The Traces of Water, che aprirà le sue porte al pubblico il 18 luglio.
La 1ª edizione si configura come una piattaforma multidisciplinare che riunisce diverse dimensioni: artistica, tecnologica, sociale, accademica e umanitaria.
L'esposizione comprende espressioni artistiche in cui la presenza dell’acqua è parte integrante dell’opera, nonché rappresentazioni naturalistiche, narrative, mitologiche, religiose e politiche.
L'obiettivo è quello di creare uno spazio di incontro per artisti, scienziati, ricercatori, attivisti e cittadini, promuovendo un dialogo trasversale tra i diversi settori che contribuisca a una maggiore consapevolezza ecologica e alla costruzione di modelli sostenibili di gestione dell’acqua.
L’acqua, in quanto risorsa naturale indispensabile, è un diritto umano fondamentale e un simbolo universale che trascende culture, territori e generazioni.
Questa prima edizione vedrà la partecipazione di artisti di fama internazionale presenti all' Università NOVA al Cascais Cidadela Art District, al Cascais Cidadela Art District e al Centro Congressi di Estoril.
E' questa sezione per la quale è stata richiesta la curatela di Demetrio Paparoni a impressionare per il numero e la portata degli artisti qui rappresentati.
Paparoni che abbiamo già visto negli ultimi anni impegnato in grandi esposizioni a Siracusa come a Napoli o a Milano https://www.sudstyle.it/blog-detail/post/583602/il-siracusano-demetrio-paparoni-per-la-doppia-curatela-di-nicola-samor dimostra qui di muoversi con capacità davvero fuori dal comune tra i gradi nomi dell'arte contemporanea.
Chi è Demetri Paparoni. (Siracusa, 1954, vive a Milano), teorico d’arte contemporanea e curatore, ha fondato nel 1983 la rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, che ha diretto fino al 2000. Ha insegnato Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Archiettura dell’Università di Catania. Per la XLV Biennale di Venezia (1993) ha curato Abstracta. Per la Fondazione Reina Sofia di Madrid ha collaborato alla mostra Nuevas Abstracciones al Palacio de Velasquez di Madrid e alla Galleria d’Arte Moderna di Barcellona (1996). Nel 1998 rappresenta l’Italia agli Incontri Internazionali della Critica a Buenos Aires; nel 2008, su incarico del Ministero degli Esteri spagnolo ha curato a Palermo la mostra Espaiia 195 7-2007. Tra i suoi libri: L’Origine della ferita (Tema Celeste Edizioni, Siracusa 1990); L’Astrazione rideJìnita (Tema Celeste Edizioni, Siracusa 1994); Il corpo parlante dell ‘arte (Castelvecchi, Roma 1997); Il corpo vedente dell ‘arte (Castelvecchi, Roma 1997); L’arte contemporanea e il suo metodo, Neri Pozza Editore, Milano 2005; Eretica, Skira, Milano-Ginevra 2006; Espaf 195 7-2007, Skira, Milano-Ginevra 2008.
Qui di seguito l'elenco degli artisti presenti nell'esposizione curata da Paparoni a Cascais: Marina Abramović, Aryz – Octavi Arrizabalaga, Jordi Bernadó, Monica Bonvicini, Alexander Brodsky, Maria Brunner, Geneviève Caron, Chen Ting-Jung, José Cosme, Ian Davenport, María Adela Díaz, Ding Yi, Sergio Fermariello, Carole Feuerman, Philipp Fürhofer, Regina José Galindo, Arvin Golrokh, Stefan Guggisberg, Gonzalo Guzmán, Peter Halley, Roni Horn, Aki Inomata, Liu Jianhua, Mimmo Jodice, Tadashi Kawamata, William Kentridge, Rusudan Khizanishvili, Abdoulaye Konaté, Morten Krogvold, Annette Lemieux, Lukas Liese, Robert Longo, Masbedo, Andrea Mastrovito, Melissa McGill, Marzia Migliora, Isabel Muñoz, Miquel Navarro, Samuel Nnorom, Erwin Olaf, Peter Piller, Paola Pivi, Alexander Ponomarev, Arne Quinze, Andrés Rábago García, Farid Rasulov, Anselm Reyle, Miguel Ángel Ríos, Thomas Ruff, Nicola Samorì, Regine Schumann, Gian Maria Tosatti, Guido van der Werve, Joana Vasconcelos, Massimo Vitali, Wang Guangyi, Yan Pei-Ming, Leyla Yenirce e Zhang Huan.
Nell'immagine di copertina ritratto di Demetrio Paparoni.
Qui sotto: Il manifesto della Biennale di Cascais











