Tre neon rossi evocano un ambiente sospeso dove luce è metafora della memoria che resiste al tempo.
E' l'esposizione site specific che Rossana Taormina ha realizzato per il programma di Gibellina 2026
Pensata per gli spazi sotterranei del museo, l’opera riflette sul rapporto tra memoria e storia e archivio, trasformando lo spazio in soglia, luogo in cui ciò che resta continua a illuminare una storia comune.
Così l'opera è introdotta dagli autori dai curatori dell'esposizione:
“Abbiamo delocalizzato l’installazione nel seminterrato del museo proprio per amplificare quella sensazione di discesa, di immersione in uno spazio intimo, fuori dalla narrazione ufficiale. In questo spazio sospeso, i tre neon di Rossana non sono solo elementi visivi, ma ferite aperte nella materia del tempo. Luce residua è certamente un lavoro che parla del Belìce, ma anche di tutti i luoghi dove la memoria è stata compressa, messa da parte, cancellata. Rossana ha voluto creare un'opera che non si limita a raccontare: ci interroga, ci chiama in causa. Perché la Memoria, se vuole essere ‘viva’, deve anche scomodare.”
Chi è Rossana Taormaina. https://www.lomagnoartecontemporanea.it/rossana-taormina/
Rossana Taormina. Luce Residua” a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte.
www.gibellina2026.it
Nella foro qui sotto una delle tre oper realizzate . In copertina un ritratto dell'artista












