
SI può fare filosofia con un dipinto, una scultura o qualisasi altra opera visiva?
Certo che sì: soprattutto si può fare quella filosofa che pone domande più che dare risposte.
È quello che dichiara Tothi Folisi quando scrive:
"La nostra capacità di valutare la realtà secondo principi estetici può essere solo acquisita oppure è innata? Cosa rimane di uno sguardo contemplativo? Cosa resta del tempo impiegato a osservare un paesaggio? “O” (Estensione dello spazio addomesticato), girava attorno a queste domande, era il tentativo di adattamento ad un mondo simbolico scomparso, fatto di gesti ripetuti e un costante allenamento alla lentezza e allo sviluppo di abilità tecniche, peculiarità di attività (come quella della produzione del carbone), rimaste intatte per secoli.
Lavorare in questo senso può considerarsi a tutti gli effetti una tecnica simile e ugualmente efficace alla preghiera.
Per ottenere risposte, per indagare la propria relazione e connessione con il circostante, fatto di cose, stagioni, animali, piante, persone che non ci sono più. La reiterazione come forma di invocazione".
Certo l'intento è una cosa e la riuscita non è detto che sia certa.
Ma questa esposizione vale la fatica di essere raggiunta, Folisi è un artista valido e Bocs che lo sostiene in questa impresa è une una galleria che ha il coraggio e la cognizione di quello che fa.
Chi è Tothi Folisi. (Sant’Agata di Militello, 1979) La sua ricerca artistica attraversa vari media, dalla pittura alle installazioni, e si concentra spesso sul tema della ripetizione e sui legami tra ritualità, paesaggio e azione performativa. Si laurea all’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2004, nel 2003 è cofondatore del collettivo artistico Laboratorio Saccardi di cui fa parte fino al 2013.
Tothi Folisi, Una cosa bella, non di questo mondo, BOCS, via Grimaldi, 150 – 95121 Catania, sino al 28 febbraio 2026 (Visite su appuntamento +39 338 2203041)
Qui sotto alcune immagini delle opere esposte














